Se c'è ancora un motivo per perder tempo con la galattica bufala caravaggesca, è che essa mette a nudo gli ingranaggi del bufalificio. Il modello è quello dell'arte contemporanea: dove, da decenni, un 'artista' si crea a tavolino, dal nulla. Come lì non conta nulla la qualità, qua non conta nulla la ricerca: la responsabile del Gabinetto disegni del Castello Sforzesco ha detto che non ha mai visto i due 'scopritori' studiare le opere. Quel che invece conta davvero è la comunicazione: i contatti, i lanci, gli eventi, gli scandali e perfino le risse. E se il contemporaneo è, da tempo, materia più da pierre che da critici o storici dell'arte, siamo sulla buona strada perché la stessa fine la faccia la storia dell'arte antica. Caravaggio, ormai, è più di là che di qua. Negli scorsi mesi, una campagna martellante ha accreditato l'attribuzione di una seconda Medusa. Basta guardarla per capire che è una copia, più tarda e comunque ottusa, di quella celeberrima degli Uffizi. Ma la società di comunicazione «Once Extraordinay Events» l'ha lanciata in modo assai efficace, anche grazie alla disponibilità di storici dell'arte 'ottimisti'. E i risultati sono stati clamorosi. In una puntata di «Chi vuol esser milionario», Gerri Scotti ha chiesto quale soggetto fosse stato dipinto da Caravaggio una sola volta: la concorrente ha indicato («senza l'ausilio di alcun aiuto», narrano le cronache) la Medusa degli Uffizi. Ed aveva perfettamente ragione: ma il 'pubblico a casa' è insorto, perché la campagna promozionale era stata tanto pervasiva che tutti sapevano che esisteva un'altra Medusa. Il finale tragicomico è stato che, nella puntata successiva, Scotti si è dovuto scusare. È istruttivo sapere che Once ha curato anche la recente sfilata di moda agli Uffizi, ed è l'«agenzia di riferimento territoriale che supporta la ricerca» della Battaglia di Anghiari brandita da Matteo Renzi. Masai agli Uffizi, Caravaggio finti, Leonardi immaginari: tutto fa brodo in un marketing per cui l'arte figurativa è, davvero, «carne da cannone», come scriveva Roberto Longhi. In un paese in cui si fa fatica a spiegare perché i monumenti danneggiati da un terremoto non debbano essere abbattuti con la dinamite, tutto questo non è solo un errore: è un crimine.
L'arte di creare il nulla a tavolino
Un articolo di giornale critica la campagna di promozione della società di comunicazione Once Extraordinay Events, che ha lanciato falsamente l'attribuzione di una seconda Medusa di Caravaggio agli Uffizi. La campagna è stata così efficace che molti hanno creduto che esistesse un'altra Medusa, e solo dopo una puntata di Chi vuol esser milionario, Gerri Scotti ha ammesso di aver sbagliato. L'articolo accusa la società di comunicazione di aver ridotto l'arte a un'attrazione turistica e di aver fatto brodo di un marketing che si serve dell'arte per vendere prodotti. L'autore dell'articolo considera questo comportamento un crimine.
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