Al vaglio della Soprintendenza archeologica gli scavi previsti dal progetto VENEZIA. Per il parere finale al progetto del Fontego dei Tedeschi manca il parere (vincolante) della Soprintendenza archeologica. Se n'è accorto il ministero dei Beni culturali, che ha restituito ai suoi uffici veneziani l'incartamento sulla proposta di Benetton, chiedendo ulteriori approfondimenti. Nei prossimi giorni il soprintendente archeologico del Veneto Vincenzo Tinà effettuerà un sopralluogo nell'edificio cinquecentesco e invierà la sua relazione alla Direzione dei Beni regionali. Un elemento nuovo, perché è necessario verificare che nel sottosuolo del Fontego, dove l'architetto Rem Koolhaas ha previsto un nuovo piano interrato, non ci siano reperti archeologici o preesistenze da tutelare. L'ennesimo imprevisto, che potrebbe allungare ancora l'iter dell'eventuale approvazione. In questo momento sono parecchi i «no» posti dalle autorità di tutela all'ipotesi progettuale. La terrazza e la scala mobile, il piano interrato e anche la sopra-elevazione, la demolizione di molte parti interne per far largo al centro commerciale. Si tratta di un edificio storico di pregio, vincolato. Dunque più che mai il parere delle Soprintendenza e degli organi di tutela equi necessario e, appunto, vincolante. A Ca' Farsetti prima di riprendere l'iter per l'autorizzazione si aspetta l'esito finale dell'istruttoria. Una serie di paletti e di «no» sono già stati posti nella relazione firmata ormai sei mesi fa dalla soprintendente Renato Codello e dal tecnico di zona Anna Chiarelli. Alcune proposte progettuali sono in contrasto con le norme vigenti, avevano scritto i due dirigenti. Parere «critico» confermato dal Direttore regionale dei Beni culturali Ugo Soragni. E infine dal comitato di settore dei Beni culturali. Chi potrebbe cambiare il verdetto negativo? «Nessuno», dicono al ministero, «occorre modificare il progetto e ripresentarlo. Quello depositato in Comune ha i pareri tecnici negativi».