E' quanto si evince dal rapporto Symbola-Unioncamere Solo nella Capitale, IV città in Italia, l'indotto rappresenta il 7,6 La cultura non è un "settore non strategico e rivolto al passato", ma è "fattore trainante e di rilancio per molta parte dell'economia italiana, sicuramente una delle leve per ridare ossigeno ad un Paese messo a dura prova dalla perdurante crisi". È quanto emerge dal "L'Italia che verrà: Rapporto 2012 sull'Industria culturale in Italia" elaborato da Symbola e Unioncamere con la collaborazione e il sostegno dell'Assessorato alla cultura della Regione Marche. Tra le regioni, in testa alla classifica per incidenza del valore aggiunto della cultura sul totale dell'economia c'è il Lazio (6,8). Lo dice un rapporto elaborato da Symbola e Unioncamere, secondo cui la cultura è "una delle leve per ridare ossigeno ad un Paese messo a dura prova dalla perdurante crisi" servizio a pagina 7 Cultura, nel Lazio traina l'economia Arezzo è la città più virtuosa, che con l'industria crea l'8,4 della sua ricchezza, Roma è quarta con il 7,6 La cultura non è un "settore non strategico e rivolto al passato", ma è "fattore trainante e di rilancio per molta parte dell'economia italiana, sicuramente una delle leve per ridare ossigeno ad un Paese messo a dura prova dalla perdurante crisi". È quanto emerge dal "L'Italia che verrà: Rapporto 2012 sull'Industria culturale in Italia" elaborato da Symbola e Unioncamere con la collaborazione e il sostegno dell'Assessorato alla cultura della Regione Marche presentato ieri a Treia, durante la prima giornata del Seminario estivo della fondazione. L'intreccio "tra bellezza, cultura, innovazione, sapori artigiani e manifattura che ha saputo rilanciare il made in Italy e restituire all'economia italiana una prospettiva al di là della crisi ha fatto di Arezzo la propria Capitale. Qui, infatti, il valore aggiunto della cultura è il più alto d'Italia: l'8,4 del totale prodotto dalla provincia (la media italiana è del 5,4). Seconde classificate a pari merito Pordenone e Milano con l'8, terze ex equo Pesaro e Urbino e Vicenza col 7,9. Seguono la provincia di Roma con il 7,6, quella di Treviso al 7,5, Macerata e Pisa, entrambe al 6,9, e Verona con il 6,8. In una classifica per macro aree geografiche, è il Centro a fare la parte del leone con il 6,1 de valore aggiunto. Seguono da vicino e Nord-Ovest, che dall'industria culturale crea il 5,9 della propria ricchezza, e il Nord-Est, che sempre dal settore delle produzioni culturali vede arrivare il 5,5 del valore aggiunto. Il Mezzogiorno fa invece la parte della cenerentola, con appena il 3,8. Quanto alle Regioni, in testa alla classifica per incidenza del valore aggiunto della cultura sul totale dell'economia c'è il Lazio (6,8) seguito a stretto giro da Marche, Veneto e Lombardia (tutte e tre le regioni attestate sulla soglia del 6,3), e quindi dal Piemonte (5,8). Mentre per il Lazio e la Lombardia sono le industrie culturali a prevalere, nel caso di Marche e Veneto sono le attività più tipiche del made in Italy (industrie creative e manifatturiere) a fornire un contributo fondamentale. Considerando, invece, l'incidenza dell'occupazione delle industrie culturali sul totale dell'economia la classifica regionale subisce quale variazione: il Veneto è in testa a quota 7, seguito dalle Marche (6,9), dal Friuli Venezia Giulia (6,4), e dal Lazio e dalla Toscana (entrambe al 6,3)". Il presidente di Symbola- Fondazione per le qualità italiane, Ermete Realacci, ha affermato: "L'Italia deve fare l'Italia. È necessario fronteggiare la crisi finanziaria e il debito pubblico senza lasciare indietro nessuno, ma per risanare l'economia serve un'idea di futuro. Non possiamo che puntare su innovazione, ricerca, green economy, e incrociarle con la forza del made in Italy, con la qualità, con la bellezza. La cultura è l'infrastruttura immateriale fondamentale di questa sfida". La parola è passata al presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello: "In risposta alle sfide dell'economia si sta affermando progressivamente un nuovo modello di sviluppo in cui è crescente l'interesse verso la valenza strategica della cultura e della creatività quali fattori decisivi per una nuova politica dell'innovazione, della qualità, del benessere e della sostenibilità. Le imprese figlie di quei 'saperi' propri del nostro territorio sono le protagoniste di questo modello. Esse, attraverso i loro prodotti, contribuiscono alla diffusione dei valori e significati che caratterizzano la società italiana e, per questa via, alla ricchezza del Paese".
La Cultura 'aiuta' il Lazio
Il rapporto "L'Italia che verrà: Rapporto 2012 sull'Industria culturale in Italia" elaborato da Symbola e Unioncamere con la collaborazione dell'Assessorato alla cultura della Regione Marche, evidenzia l'importanza della cultura per l'economia italiana. La cultura rappresenta il 7,6% del valore aggiunto totale dell'economia italiana, con il Lazio che è la regione con il maggior impatto, con un valore aggiunto del 6,8%. La città di Arezzo è la più virtuosa, con un valore aggiunto del 8,4% della sua ricchezza.
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