Slitta al 31 agosto l'annuncio di Cipolletta presidente del comitato promotore MESTRE. La sede c'è, per il "motore" bisognerà attendere la fine di agosto. C'è voluta una lunga opera di mediazione per venire a capo, ieri mattina, di un intoppo che rischiava di frenare la candidatura di Venezia capitale europea della cultura per il 2019 sostenuta da tutto il Nordest. L'incontro convocato a villa Settembrini di Mestre, messa a disposizione dalla Regione Veneto come sede operativa e baricentrica" del comitato fondatore, è stato di fatto aggiornato al 31 agosto per la definizione di una serie di modifiche allo statuto che dovrebbero «rafforzare», come annunciato dal sindaco Giorgio Orsoni, la struttura che si candida all'appuntamento del 2019. In questa sede dovrebbe essere annunciata la nomina di Innocenzo Cipolletta alla presidenza del comitato promotore. L'annuncio, previsto nella giornata di ieri, è slittato per approfondire i ruoli all'interno della macchina organizzativa che vede Maurizio Cecconi - già direttore del Salone dei Beni culturali di Venezia - nel ruolo di direttore di candidatura. L'appuntamento di fine agosto sarà il primo di una serie di incontri concordati fra i rappresentanti degli enti locali per definire il progetto della candidatura ufficiale, che vedrà Venezia (e tutto il Nordest, in un territorio che comprende sette milioni di persone) competere con altre 14 città italiane. «La decisione di incontrarsi periodicamente è il segno di una forte coesione politica», ha sottolineato Zorzato, che da padrone di casa ha offerto la disponibilità di villa Settembrini come sede del progetto Venezia 2019. «Un segno - ha aggiunto il sindaco di Venezia Orsoni - della volontà di coinvolgere gli altri territori nell'operazione», colto al balzo dall'assessore trentino Franco Panizza, che chiede la disponibilità del comitato promotore a fare tappa nei vari capoluoghi del Nordest per raccogliere spunti utili alla definizione del progetto. Il programma del 2019 dovrebbe peraltro comprendere le manifestazioni di rievocazione del centenario della Grande Guerra. Ma Regioni e Province, alle prese in questi mesi con i drastici tagli al bilancio imposti dal Governo, potranno - e dovranno - fare conto sulla collaborazione dei privati. Che, per inciso, nel progetto "Venezia 2019" dovranno metterci i soldi: «Il turismo - chiosa Zorzato - rappresenta una delle imprese trainanti del Paese e la cultura di conseguenza è uno dei settori nei quali conviene investire». L'appello è stato già raccolto dagli industriali, che con il progetto "Imprese per la cultura" hanno già individuato il Veneto come regione laboratorio dove sperimentare la collaborazione pubblico-privato e le possibilità di un adeguato ritorno economico. Con queste premesse Venezia e una località bulgara si candidano a raccogliere il testimone che nel 2013 passerà a Marsiglia (Francia) e Kosice, in Slovacchia, e nel 2015 a Pilsen (Repubblica Ceca) e Mons (Belgio). Sulla carta il Nordest vincerebbe a tavolino ma in politica, si sa, tutto è possibile. INCONTRO A MESTRE Ieri gli stati generali della candidatura di Venezia La macchina della candidatura di Venezia e del Nordest a Capitale europea della cultura continua a marciare. Ieri a villa Settembrini a Mestre si sono ritrovati con il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni il vice presidente della Regione Veneto Marino Zorzato, gli assessori delle Province autonome di Trento e Bolzano, Franco Panizza e Christian Tommasini, l'assessore alla Cultura della Provincia di Venezia Raffaele Speranzon e Augusto Viola, direttore delle attività culturali della Regione Friuli Venezia Giulia. Con loro c'erano i rappresentanti del comitato fondatore della candidatura di Venezia Nordest capitale europea della cultura 2019 e il direttore di candidatura Maurizio Cecconi.