Riunione senza esito, ma c'è l'accordo per coinvolgere più da vicino Trentino, Alto Adige e Friuli Venezia Giulia VENEZIA Niente statuto, niente nomina del presidente del comitato. Niente di niente. La candidatura di Venezia a Capitale della cultura del 2019 si è arenata ancora prima di arrivare al bando previsto per fine anno. Il problema? Semplicemente troppo veneziana, troppo lontana dal resto di quel Nord Est che da sempre è radicato nella terra e che vede nell'acqua della laguna un elemento lontano. La tensione tra i rappresentati della Regione Veneto, della Regione Friuli-Venezia Giulia, del Comune di Venezia, della Provincia di Venezia e delle Province autonome di Trento e Bolzano si è infatti manifestata fin da subito: la riunione per la votazione dello statuto è durata due ore più del previsto fino a risolversi in un nulla di fatto e rendendo completamente inutili le cartelle stampa che circolavano dalla mattina e davano la nomina di Innocenzo Cipolletta a presidente del comitato promotore come cosa fatta. Questo ovviamente non significa che la candidatura del Nord Est a capitale della cultura sia tramontata. Anzi. Per usare le parole dell'assessore allo sport della Provincia di Venezia Raffaele Speranzon, «senza questo chiarimento non ci sarebbe stato modo di proseguire con la candidatura». «Il progetto deve coinvolgere maggiormente tutti i territori ammette il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni Abbiamo deciso di calendarizzare le riunioni e tenerle di volta in volta anche in luoghi che non siano necessariamente Venezia». Già ieri l'appuntamento, a differenza di quelli organizzati nell'ultimo anno, si è tenuto a Mestre in villa Settembrini, uno dei palazzi della Regione Veneto e non del Comune di Venezia per, dice il sindaco Orsoni, «facilitare chi viene da fuori, anche se un viaggio in barca in Canal Grande immagino non dispiaccia a nessuno». La decisione di rafforzare il ruolo dei territori, quindi di dare maggior risalto a Trento e Bolzano e al Friuli Venezia Giulia, ha comunque portato all'accordo, tanto che è probabile che a settembre la candidatura di Venezia e del Nord Est venga benedetta dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che dovrebbe essere nei pressi della laguna in quei giorni. Il timbro presidenziale alla candidatura italiana di Venezia però dovrà essere preceduto da una decisione. Per questo il 31 agosto il comitato fondatore (Regioni, Province e Comune di Venezia) si riunirà nuovamente e, fatte salve nuove sorprese, voterà lo statuto modificato e nominerà presidente del comitato promotore Cipolletta, assegnandoli il compito di accompagnare il Nord Est al bando ufficiale contro le altre «capitali» europee. «Abbiamo messo a disposizione la sede di Mestre come punto di partenza operativo e adesso stiamo lavorando per la convergenza politica che ci porterà insieme alla candidatura», spiega Marino Zorzato, vicepresidente della Regione Veneto. «Adesso abbiamo la possibilità di mettere insieme quello che i singoli territori hanno già fatto», aggiunge il vicepresidente della Provincia di Bolzano Christian Tommasini. «E stata scelta la sede di Mestre, ma ci sposteremo su tutti i territori per coinvolgerli meglio», spiega Franco Panizza, assessore della Provincia di Trento, che poi smorza sul nascere ogni polemica: «E stata una riunione molto proficua perché abbiamo preso in mano politicamente la situazione definendo una modalità di relazioni più stringente. Ci vedremo una volta al mese e alla fine di agosto daremo il via libera al comitato promotore e alla nomina di Innocenzo Cipolletta».
Venezia e Nordest, un amore complicato. Capitale della cultura, rinviata la nomina di Cipolletta e il via libera allo statuto
La candidatura di Venezia a Capitale della cultura del 2019 si è arenata prima dell'uscita del bando. La tensione tra i rappresentati della Regione Veneto, della Regione Friuli-Venezia Giulia, del Comune di Venezia, della Provincia di Venezia e delle Province autonome di Trento e Bolzano si è manifestata durante la riunione per la votazione dello statuto. La riunione è durata due ore più del previsto e non ha portato a una decisione. Tuttavia, è stato deciso di coinvolgere maggiormente i territori, come Trentino, Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, nella candidatura.
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