Esposto al British Museum di Londra per le Olimpiadi e poi negli Usa, dove rimarrà a lungo esposto nel «Paul Getty Museum» di Malibù. Carollo: «Le vibrazioni potrebbero provocare danni» Il «giovinetto di Mothia» sarà esposto al british museum Antonio Pizzo Marsala. Un'assenza troppo lunga. Con inevitabili negative conseguenze sull'afflusso turistico. Non sarà, infatti, limitata al solo periodo delle Olimpiadi di Londra l'assenza dal Museo Whitaker di Mothia della statua del «Giovinetto in tunica», esposta al British Museum. Il pezzo pregiato di quella che fu la residenza moziese di Joseph «Pip» Whitaker continuerà a viaggiare per il mondo. Ancora per circa un anno e mezzo. Soprattutto negli Usa, dove rimarrà a lungo esposto nel «Paul Getty Museum» di Malibù. Sarà una sorta di «risarcimento» che la Regione siciliana, a quanto pare, si è sentita in dovere di riconoscere agli Usa e al famoso museo privato californiano per la restituzione della Venere di Morgantina. Restituzione che, però, non è certo avvenuta per puro spirito di liberalità, ma sol perché dalle indagini della magistratura è emerso che il Paul Getty Museum aveva acquistato il prezioso reperto al «mercato nero» delle opere d'arte rubate o trafugate. A svelare che il Giovinetto mancherà da Mothia per quasi due anni è Maria Enza Carollo, direttrice della Fondazione Whitaker (proprietaria dell'isola), che afferma di essersene personalmente lamentata, in maniera anche piuttosto decisa, con l'assessore regionale ai Beni culturali Sebastiano Missineo (dimessosi pochi giorni fa). «A Missineo - dichiara la Carollo - ho detto che la Regione con questa decisione ci ha gravemente danneggiato. Per noi è un colpo durissimo. E per questo sarebbe giusto che la Fondazione venisse risarcita. Molti turisti visitano Mothia per vedere la preziosa statua». E chi adesso vi si reca, trovando al suo posto il più modesto Apollo di Strangford (dato in cambio dal British Museum), ne rimane deluso. Non è necessario, infatti, essere un esperto d'arte per rendersi conto che nel cambio il museo non ci ha guadagnato. Non c'è confronto, sotto il profilo artistico, tra i due «pezzi». La statua in marmo rinvenuta nel 1979 sull'isola che fino al quarto secolo a. C. fu una delle principali culle della civiltà fenicia nel Mediterraneo sarebbe stata scolpita da un allievo di Fidia, il più grande scultore greco dell'antichità. Fu trovata sottoterra nel settore nord-orientale di Mothia, la zona K, tra il santuario di Cappiddazzu e la cinta muraria. L'Apollo di Strangford, invece, come spiega Rossella Giglio, direttrice della sezione Archeologia della Soprintendenza Trapani, è una «statua di terracotta di epoca antecedente, quando l'arte della scultura era meno evoluta». Dalla Grecia, dove fu realizzata intorno al 500 a. Cm, un inglese se la portò in patria. Poi, fu donata al British. La Giglio sottolinea, intanto, di avere dato «parere negativo», come il sovrintendente Sebastiano Tusa, alla trasferta del Giovinetto. Non è la prima volta che l'importante reperto lascia la sua sede. ma un'assenza così lunga mai si era registrata. In passato, infatti, la statua è stata esposta anche a Venezia (due volte), a Berlino e ad Atene (Olimpiadi del 2004). E ogni volta, i responsabili della Fondazione hanno trattenuto il fiato. Maria Enza Carollo spiega che, durante i trasferimenti in aereo, potrebbe anche accadere il peggio. «Tremo - dice - al pensiero dei danni che tutte queste vibrazioni potrebbero provocare alla nostra statua in marmo». La Fondazione non può opporsi alle decisioni della Regione. Quest'ultima, dice la Giglio, «ha acquisito la proprietà del reperto quando, dopo il suo ritrovamento, l'allora presidente della Fondazione Whitaker, Giusto Monaco, chiese ed ottenne il premio di rinvenimento». Un premio di un miliardo e 80 milioni di lire. E così, il Giovinetto può lasciare Mothia ogni qualvolta a Palermo lo si ritiene opportuno. 21072012
SICILIA - Apollo non vale il Giovinetto. MOTHIA. In trasferta per un oltre un anno la statua in marmo contro il parere degli esperti
Il Giovinetto di Mothia, una statua in marmo fenicia esposta al British Museum, sarà trasferita al Paul Getty Museum di Malibù per quasi due anni. L'assenza sarà causata dalla Regione siciliana, che ha deciso di trasferire il pezzo per risarcire gli Stati Uniti per la restituzione della Venere di Morgantina. La statua è stata acquistata dal Paul Getty Museum al mercato nero delle opere d'arte rubate o trafugate. La Fondazione Whitaker, proprietaria dell'isola di Mothia, si sente gravemente danneggiata dalla decisione e chiede un risarcimento. L'assenza del Giovinetto potrebbe causare un impatto negativo sull'afflusso turistico al museo.
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