In una tesi il progetto di due studenti che hanno avuto la lode Mazzarino. "Un progetto sulla valorizzazione delle miniere del territorio nisseno" in una tesi di due giovani mazzarinesi, Francesco Collura e Ivan Palmiteri. I neo dottori in pianificazione urbanistica territoriale ed ambientale (Facoltà di Architettura di Palermo) nella seduta di laurea di martedì scorso hanno dissertato su una proposta innovativa di "Parco minerario del Nisseno" che tende a valorizzare gli anni d'oro dell'industria zolfifera nella prospettiva di recuperare i siti e i tracciati viari che hanno fatto la storia di questi luoghi. La ricerca è stata curata con la supervisione del prof. Giuseppe Gangemi (relatore) e la correlatrice prof. ssa Maria Lina La China. Francesco e Ivan (28 anni), compagni di diploma all'istituto "Carafa" indirizzo geometri, hanno intrapreso insieme l'intero percorso di studi: laurea 1 livello con tesi in "borghi rurali di Mazzarino" nel 2010 e oggi la laurea specialistica conferita con il massimo punteggio di 110 e lode, dopo un tirocinio presso il dipartimento urbanistico regionale (Assessorato Territorio e Ambiente). "Oltre che dei sopralluoghi sul posto ci siamo avvalsi dei contributi dell'Archivio di Stato, Ente Minerario, uffici tecnici e biblioteche pubbliche - affermano i neo dottori - e in quest'analisi ci siamo resi conto dell'importanza di un intervento tempestivo in questi siti per restituirli alla fruizione pubblica. Per le caratteristiche che intendiamo attribuirgli, il parco si configura come un polo culturale e turistico, dove le attività umane e la natura ritrovino il loro equilibrio". La proposta dei due dottori interessa le miniere del nord est dell'abitato di Caltanissetta (Gessolungo, Saponaro, Stretto Giordano, Juncio Tumminelli, e Juncio Testasecca) polo di quella civiltà che per circa un secolo (tra l'800 e il 900) ha caratterizzato l'economia dell'area. "Nelle aree di particolare valore naturalistico la viabilità interna - continuano Francesco e Ivan - sarà unicamente pedonale, percorribile a cavallo o in mountain bike e potranno essere realizzati percorsi campestri non carrabili. L'area su cui insiste la previsione del parco occupa una superficie di circa 350 ettari in cui ricadono anche risorse archeologiche e naturalistiche. Abbiamo predisposto ancora il recupero delle masserie (albergo diffuso, bb, agriturismi e menù a km 0) e giardini verticali su prospetti di capannoni industriali. I nostri siti minerari hanno potenzialità straordinarie da valorizzare alla maniera dei siti sardi già presenti nel catalogo Unesco. In tal senso avrebbe dovuto operare la legge regionale 17 del 1991. Oggi è inoltre possibile vedere i risultati della musealizzazione del sito della miniera di Trabia Tallarita di Riesi-Sommatino. Desideriamo far conoscere questo lavoro perché diventi spunto di riflessione per i soggetti pubblici e privati a ciò interessati, attraverso occasioni create ad hoc per divulgare la proposta di parco, l'analisi supportata da statistiche e disegni tipologici. Caltanissetta potrebbe da capitale dello zolfo divenire capitale del turismo minerario e ambientalistico, con la possibilità di conservare la cultura mineraria portando alla fruizione un pozzo di storia, tradizioni e cultura". Concetta Santagati 21072012