SABATO, 21 LUGLIO 2012 IL TIRRENO - Varie Il cancello era stato chiuso dal proprietario di una villa infastidito dal passaggio di altri cittadini e il Tribunale di Livorno gli aveva riconosciuto questo diritto. I cittadini, con una petizione di 851 firme, avevano chiesto la riapertura del sentiero e Anna Bulgaresi (di area Pdl: le vie del bene pubblico sono infinite!) si è schierata con loro. Di fronte al rischio di una denuncia a causa della sentenza del Tribunale, ha dichiarato: «Quel sentiero è sempre stato aperto, pertanto deve tornare alla disponibilità di tutti. Non è possibile che beni pubblici come le spiagge e i sentieri siano tolti ai cittadini». Merita tutta la solidarietà morale e politica. Del resto la sensibilità ai temi ambientali il sindaco l'aveva dimostrata pochi mesi fa, firmando assieme alla Provincia e alla Regione, per la demolizione dell'ecomostro di Procchio, orrido scheletro risultato della nota storia affaristica venuta alla luce nel 2003 dopo lo scandalo giudiziario, noto come "Elbopoli". La questione ambientale si intreccia con il tema del bene pubblico e quest'ultimo ha a che fare con il problema dell'appropriazione privata. Il recente dossier di Mare Mostrum di Legambiente che ha elaborato i dati delle forze dell'ordine e delle capitanerie di porto per quel che riguarda l'illegalità, mette la Toscana al non invidiabile settimo posto con un aumento dei reati sulle coste e sul mare. L'Arcipelago Toscano, l'Argentario e la Versilia sono nelle mire delle lobbies del cemento e anche delle organizzazioni mafiose. I luoghi e gli spazi di ciò che è pubblico sono diventati da noi l'altrove, la terra straniera, il recinto dove non si riesce a distinguere tra la cosa bella e la spazzatura, perché la cosa bella, un palazzo, una strada, gli argini di un fiume, una spiaggia, se sono un bene pubblico o vengono appaltati e occupati da un privato oppure devono soggiacere all'incuria. Questo è vero per la cementificazione come per la piccola vita quotidiana dei cittadini. Se per caso una mattina una famiglia vuole andare in una spiaggia libera, può rischiare di annegare non in acqua, ma nel bel mezzo dell'immondizia, delle bottiglie di birra vuote e delle cicche di sigarette sparse bellamente sulla sabbia. A me è capitato alcuni giorni fa a Marina di Pisa. Così si conferma l'interessata convinzione che privato è bello e pubblico è brutto, che l'unico sviluppo del sociale non può che essere il mercato (il fermo credo di Monti) e dunque l'appropriazione privata. Ma non essendovi né tutela né cultura di ciò che è pubblico, l'iniziativa privata si sviluppa di conseguenza in modo selvaggio, arrogante e senza regole. In quell'epoca borghese quale fu l'Illuminismo, Jean-Jacques Rousseau ebbe a scrivere: "Il primo che, avendo cintato un terreno, pensò di dire 'questo è mio' e trovò delle persone abbastanza stupide da credergli, fu il vero fondatore della società civile. Quanti delitti, quante guerre, quanti assassinii, quante miserie ed errori avrebbe risparmiato al genere umano chi, strappando i piuoli o colmando il fossato, avesse gridato ai suoi simili: 'Guardatevi dal dare ascolto a questo impostore! Se dimenticate che i frutti appartengono tutti e la terra non appartiene a nessuno, siete perduti!". Quando dimentichiamo che il bene pubblico, come i frutti della terra, è di tutti e che nessuno dovrebbe accaparrarselo, allora sono i disastri ambientali, la cementificazione selvaggia, la circolazione di denaro sporco a ricordarci che, continuando a essere stupidi, saremo perduti.