LA STORIA delle Mura Aureliane soggiogata dalla dura legge dei numeri. I pochi, ma comunque stabili, visitatori degli ultimi due anni (almeno 8mila persone l'anno) hanno decretato la chiusura del Museo delle Mura. Sorte analoga che incombe sulla grandiosità della Villa di Massenzio sull'Appia Antica che potrà svelare le sue antiche vestigia imperiali solo di sabato e domenica. Sono questi i due casi più «dolorosi » del nuovo piano di riorganizzazione dei musei e siti archeologici del Comune di Roma che entrerà a regime ufficialmente dall'1 settembre. All'ordine del giorno, la rivoluzione degli orari di sei «piccoli», ma non certo di minor pregio artistico, musei civici, quelli che hanno pagato lo scotto di essere visitati da meno di 20mila visitatori l'anno. La nuova turnazione è stata presentata giovedì scorso alle organizzazioni sindacali riunite in un tavolo tecnico dalla società di servizi Zetema sulla base dell'accordo con la Sovraintendenza capitolina ai beni culturali. La chiusura tout court è decretata per il Museo delle Mura, che diventa visitabile solo su prenotazione, e Villa di Massenzio, anch'essa su prenotazione ma con la chance di aprire solo nel weekend (sabato e domenica dalle 10 alle 16). Per gli altri quattro si contraggono gli orari. Il Museo Bilotti e il Canonica a Villa Borghese, insieme al Museo Barracco (che vanta l'unica collezione di antichità egizie a Roma dopo i Musei Vaticani), avranno un solo turno di custodia dalle 10 alle 16 d'inverno e dalle 13 alle 19 d'estate (con l'eccezione del Bilotti che sabato e domenica apre dalle 10 alle 18). Mentre il Napoleonico rimane visitabile dalle 10 alle 18 (anziche' 9-19). «Zetema ha motivato queste decisioni con la tendenza negativa dei flussi di visitatori nei musei e con l'esigenza di contenere i costi per i tagli agli stanziamenti nel contratto di servizi racconta Natale Di Cola segretario regionale per la funzione pubblica della Cgil L'unica rassicurazione che abbiamo e' che si tratti di una via sperimentale. Ma questa operazione segna la fine del progetto del circuito dei Musei civici che nel 2005 aveva visto passare tutto il patrimonio sotto la gestione Zetema». Dal primo settembre, quell'unica rete di "Musei in Comune" con omogeneità di orari e di offerta perderà qualche pezzo. E in questa riorganizzazione, il personale andrà a potenziare i Musei Capitolini, l'unica realtà che fa i grandi numeri, e i cosiddetti servizi al territorio, cioè quei custodi che aprono i siti archeologici su appuntamento. «È quanto mai curioso che a pochi mesi dal rinnovo del contratto di servizi tra Zetema e Sovraintendenza il progetto dei Musei in Comune venga ridefinito con novità di questo peso denuncia il consigliere del Pd Paolo Masini tanto più che a fronte di questa presunta razionalizzazione non c'è una politica di rilancio».
ROMA - Chiusure e orari ridotti, a rischio i piccoli musei Addio allo spazio espositivo della Mura Aureliane. Villa Massenzio aprirà solo nel weekend
Il Comune di Roma ha presentato un piano di riorganizzazione dei musei e siti archeologici che entrerà a regime ufficialmente dall'1 settembre. Il piano prevede la chiusura del Museo delle Mura e della Villa di Massenzio, che potranno essere visitati solo su prenotazione e con orari limitati. Gli altri quattro musei civici avranno orari ridotti, con solo un turno di custodia dalle 10 alle 16 d'inverno e dalle 13 alle 19 d'estate. La decisione è stata motivata dalla tendenza negativa dei flussi di visitatori e dall'esigenza di contenere i costi. Il personale dei musei sarà destinato a potenziare i Musei Capitolini e i servizi al territorio.
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