Dopo Marino Massimo De Caro, a finire in manette nell'ambito dell'indagine per peculato, scaturita da denunce, legata alla sottrazione di volumi antichi nella biblioteca dei Girolamini a Napoli è un altro orvietano. Al momento, non sono stati resi noti i capi di imputazione che vengono contestati al 34enne, né i dettagli dell'operazione condotta dai carabinieri di Roma. Trova invece più di una conferma il fatto che lunedì mattina i militari abbiano eseguito una serie di perquisizioni domiciliari nella sua abitazione e in quella della famiglia e all'interno della sua macchina. Qui in particolare sarebbero stati rinvenuti e sottoposti a sequestro alcuni oggetti di valore, tra cui libri. Il 34enne al momento si trova ristretto dietro le sbarre del carcere di via Roma, dove attende di essere ascoltato dai magistrati napoletani. Il legame con l'ex direttore della Girolamini sarebbe da individuare nel legame di compravendita intercorso tra i due. Un nome, quello di De Caro, decisamente noto sulla Rupe. Nominato dall'allora ministro Galan direttore della biblioteca storica e poi confermato nell'incarico, dal 1996 fino al 2000 è stato infatti consigliere comunale e presidente della commissione per lo studio della dipendenza da droga e presidente della commissione edilizia.
NAPOLI - Dopo il direttore De Caro un altro orvietano di 34 anni finisce in manette
Dopo Marino Massimo De Caro, a finire in manette nell'ambito dell'indagine per peculato, scaturita da denunce, legata alla sottrazione di volumi antichi nella biblioteca dei Girolamini a Napoli è un altro orvietano. Al momento, non sono stati resi noti i capi di imputazione che vengono contestati al 34enne, né i dettagli dell'operazione condotta dai carabinieri di Roma. Trova invece più di una conferma il fatto che lunedì mattina i militari abbiano eseguito una serie di perquisizioni domiciliari nella sua abitazione e in quella della famiglia e all'interno della sua macchina. Qui in particolare sarebbero stati rinvenuti e sottoposti a sequestro alcuni oggetti di valore, tra cui libri. Il 34enne al momento si trova ristretto dietro le sbarre del carcere di via Roma, dove attende di essere ascoltato dai magistrati napoletani. Il legame con l'ex direttore della Girolamini sarebbe da individuare nel legame di compravendita intercorso tra i due. Un nome, quello di De Caro, decisamente noto sulla Rupe. Nominato dall'allora ministro Galan direttore della biblioteca storica e poi confermato nell'incarico, dal 1996 fino al 2000 è stato infatti consigliere comunale e presidente della commissione per lo studio della dipendenza da droga e presidente della commissione edilizia.
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