Dieci milioni di euro. Tanti ne basteranno il 17 gennaio prossimo per comprare la reggia di Carditello, i suoi terreni, i suoi affreschi, la sua storia. Ieri, asta deserta. L'ennesima. Sette mesi ancora per salvare il real sito borbonico, in territorio di San Tammaro nel casertano, in vendita sul mercato immobiliare per recuperare i crediti che la Sga vanta nei confronti del Consorzio di Bonifica del Basso Volturno, proprietario del bene. Il 20 ottobre dello scorso anno la prima asta. Si partiva da 20 milioni. Deserte le otto battute, dimezzato il prezzo. Il 20 marzo il ministro per i beni culturali, Lorenzo Omaghi, a Caserta, dopo un sopralluogo nella piccola reggia, aveva annunciato il sicuro esercizio del diritto di prelazione in caso di richiesta d'acquisto da parte di terzi. Anche il presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, è stato costantemente informato sullo stato dell'arte attraverso Louis Godart, suo consigliere per la conservazione del patrimonio artistico. Associazioni, istituzioni, media, cittadini comuni da anni si battono per il recupero e la salvaguardia della reggia, espressione del pensiero illuminista napoletano, emblema delle moderne sperimentazioni: dalla mozzarella al parmigiano, dalle vacche da latte alla frutta esotica. In quella «real delizia», nella seconda metà del '700, si realizzavano coltivazioni e allevamenti all'avanguardia. Oggi giace nell'abbandono, depredata e violata. Un pezzo alla volta, dai camini alle panchine, dalle scale alle porte ai pavimenti. Gli ordini professionali della provincia di Caserta, insieme adAgenda 21, il coordinamento delle associazioni pro Carditello, stanno lavorando ad una Fondazione. Ma la reggia, per ora, resta in vendita.