Da sei mesi Arpav monitora le emissioni. Poca pioggia, polveri in aumento. Biancotto: "I fumi neri dei camini non corrispondono a pessimi emissioni". Navi da crociera e da trasporto merci sorvegliati speciali di Arpav. Da sei mesi gli esperti di inquinamento e prevenzione ambientale controllano le attività del Porto di Venezia e dopo l'estate arriveranno i primi risultati. «Negli ultimi due anni non abbiamo registrato cambiamenti sul traffico automobilistico e sulle attività produttive - dice il direttore di Arpav, Renzo Biancotto nell'illustrare il "Rapporto annuale sulla qualità dell'aria" - abbiamo quindi deciso di dedicare più attenzione all'area portuale, fonte tendenziale di sviluppo di traffico». A febbraio, il mese in cui ci sono meno crociere e meno navi presenti, sono stati effettuati i primi rilievi e in questi giorni si è conclusa la seconda campagna di controlli, nel pieno dell'attività croceristica. Su un dato Arpav si senti già di intervenire: «I fumi che si vedono dalle navi non corrispondono ad altrettante emissioni». L'Agenzia può affermarlo, forte del fatto che la sua centra-lina di Sacca Fisola è in una posizione perfetta e registra tutto quello che si respira a Venezia. A parte un livello superiore alla norma di cadmio, proveniente dalle vetrerie di Murano dove Arpav sta lavorando per migliorare la qualità degli impianti, a Sacca Fisola i principali inquinanti (Pmio e 2,5, ozono, biossido di azoto) sono inferiori che nelle stazioni di terraferma. Di poco ma, per gli esperti, è normale: Venezia non è isolata dalla pianura Padana. «Senza politiche di larga scala non si abbatte l'inquinamento atmosferico», dice l'assessore all'Ambiente Gianfranco Bettin. Mercoledì si è riunito a Milano il tavolo proprio del bacino padano, voluto dal ministro all'Ambiente Corrado Clini, che ha l'obiettivo di trovare azioni comuni per abbattere lo smog. All'incontro sono stati illustrati i risultati di una prima analisi di cosa è bene fare in tutto il nord del Paese: puntare su mezzi pubblici, car sharing, dotarsi di piani della mobilità, bloccare i mezzi inquinanti e lavare le strade. «Tutte azioni che da anni già facciamo», ha sottolineato Bettin. Da Roma poi arriva l'indicazione di avviare studi epidemiologici ed imporre valutazioni sanitarie alle Via (Valutazione di impatto ambientale) e alle Vinca (Valutazioni di incidenza ambientale). A settembre c'è la conferenza di programma tra Stato e Regioni e con tutta probabilità arriveranno le prime linee guida per la lotta allo smog. A Venezia però l'amministrazione ha già deciso, le no-kat e i diesel euro 2 non potranno circolare nemmeno il prossimo inverno. Sulle domeniche ecologiche invece la giunta è ancora incerta. «Dipende se anche altre realtà le fanno - ha detto Bettin - se siamo da soli non hanno molto senso». Sul fronte inquinamento, il 2011 è stato un anno senza precipitazioni e, quindi, le polveri sottili sono un po' aumentate. «Siamo comunque in linea con la tendenza degli ultimi anni», ha sottolineato Biancotto. Con le fabbriche chiuse e il traffico ridotto, l'aria è in generale migliore di un decennio fa. I punti critici sono ozono e Pmio e 2,5 mentre il biossido di azoto, precursore di tutti gli inquinanti, è al limite di legge. Maglia nera per sforamenti dei 35 giorni accordati dall'UE se la aggiudica l'asse stradale di via Circonvallazione e via Tagliamento con 108 giorni con il Pm 10 alle stelle, seguono i 91 in parco Bissuola e i 79 a Sacca Fisola. Per quest'anno la situazione è simile: 47 giorni alla Bissuola contro i 53 del 2011 nello stesso periodo, 45 a Sacca Fisola contro 43 e 55 al posto di 52 in via Tagliamento.