Un consistente quantitativo di reperti archeologici risalenti all'epoca romana è stato illecitamente 'prelevato' dai fondali antistanti la Frasca, litorale nord di Civitavecchia da un 39enne di Grosseto. Il sub, G.V., è stato sorpreso mentre era all'opera, grazie all'attrezzatura professionale in dotazione della motovedetta della sezione operativa navale della Guardia di finanza di Civitavecchia impegnata la scorsa notte nei controlli di sorveglianza e monitoraggio della costa. Gli uomini delle Fiamme Gialle insospettiti a causa dell'orario l'insolito per l'immersione si sono appostati e hanno atteso che l'uomo tornasse in superficie. Il sommozzatore è riemerso con alcuni resti di anfora, due colli e un piatto. I reperti archeologici sono stati immediatamente sequestrati su disposizione della Procura della Repubblica e consegnati, per il momento, in custodia al Museo Nazionale di Civitavecchia. Il "tombarolo marino" invece, privo di precedenti analoghi, è stato denunciato a piede libero ai sensi dell'articolo 176 del codice ambientale entrato in vigore il 22 gennaio del 2004, con l'accusa di appropriazione illecita di beni archeologici di proprietà dello Stato. Denuncia per la quale rischia ora una multa da 31,00 a 516,00 euro e da I a 3 anni di reclusione. Sul posto sono però intervenuti anche gli uomini della Guardia di Finanza coadiuvati dai nuclei specializzati in ricerche archeologiche subacquee che, a seguito di un attento sopralluogo sui fondali della Frasca hanno scoperto una vasta zona con numerosi reperti archeologici di epoca romana. Poco più a nord la scorsa estate gli stessi uomini della sezione navale della GdF sequestrarono un'ancora romana, che presto sarà consegnata al museo nazionale di Civitavecchia. Il comando navale delle Fiamme Gialle ha già informato la Soprintendenza dell'Etruria meridionale di quanto rilevato nella zona in questione.