La soprintendenza non sembra sensibile al tema della spending review. Il "tempo" per la soprintendenza ai Beni culturali e paesaggistici è troppo spesso una variabile indipendente. Non viene considerato un elemento da prendere in considerazione in quanto "costo": quello che conta è soltanto il risultato finale in termini di estetica. Insomma poco importa quanto tempo ci vuole e quanto costa realizzare un'opera, quello che conta è soltanto che l'opera realizzata, alla fine (anno più e anno meno non importa) sia giudicata (dalla soprintendenza stessa) "bella". Un caso eclatante è sotto gli occhi di tutti: la questione dei baffi della scogliera a via Caracciolo. In occasione dell'America's Cup dello scorso aprile è stata concessa un'autorizzazione provvisoria, con la precisa clausola di rimuovere i baffi non appena terminata la tappa del 2012 e rimontarli in prossimità della tappa del maggio 2013. Siamo oggi a luglio inoltrato del 2012. Smontare e rimontare i baffi nel giro di alcuni mesi ha un costo di alcuni milioni. Ne vale davvero la pena? È un costo davvero ineluttabile da sostenere in tempi finanziari così duri, dove si risparmia su tutto e si taglia tutto? Se parliamo con l'uomo comune, con il napoletano della strada, e gli raccontiamo questa storia, non la capirà mai. Eppure, si dice, cosi è stato deciso e cosi deve essere fatto. Al contrario molti sono convinti che i baffi potrebbero restare dove sono sino a maggio del 2013 e poi rimuoverli definitivamente, una sola volta. Su facebook è nato un movimento di opinione che mira a convincere la soprintendenza che smontare oggi i baffi della scogliera per rimontarli tra qualche mese è un vero e proprio spreco di denaro pubblico non giustificato da alcuna ragione suprema. Se cambiasse idea la soprintendenza mostrerebbe un senso sociale e pragmatico che verrebbe apprezzato da tutti e darebbe una mano alle sanguinanti casse del Comune di Napoli. Saranno anche brutti questi baffi ma oramai ci sono, qualche mese in più non cambierà la vita a nessuno. Ben altri sono gli scempi da eliminare. Utilizziamo quei fondi (che sarebbero spesi a perdere, nel senso che non producono altro se non un "non fastidio" per alcuni mesi a qualche esteta) per rifare i marciapiedi del lungomare, per fare opere utili e non transitorie. Anche la soprintendenza faccia la sua parte nell'epoca della spending review.