L'intervista Fabio Roversi Monaco promuove il restyling di Gresleri. Domani il film di Diritti su Genus Bononiae «PASSO da quella piazza almeno due o tre volte al giorno, si è perso per strada qualcosa di importante con questi nuovi lavori di arredo urbano? Io sono convinto di no». Il quartier generale del presidente Fabio Roversi Monaco è proprio a due passi dalla restaurata piazza Minghetti, gli basta attraversare la strada per essere nella sede della Fondazione Carisbo, mentre sempre a pochi metri si trova Palazzo Pepoli Vecchio, ultimo tassello di «Genus Bononiae. Musei nella città», che domani sera sarà raccontato in piazza Maggiore dal regista bolognese Giorgio Diritti, che ha girato un documentario sui lavori che hanno accompagnato il mastodontico progetto voluto e sostenuto dalla Fondazione Carisbo. Presidente Roversi, cominciamo dal taglio del nastro di ieri sera per la rinnovata piazza Minghetti pedonalizzata. Non si può ancora parlare di inaugurazione poiché i lavori proseguiranno durante tutta l'estate e non termineranno prima dell'autunno. Un progetto di riqualificazione molto tormentato, accompagnato da roventi polemiche, dallo slittamento dei cantieri all'abbattimento dei dodici pruni selvatici e della magnolia. «Sono state polemiche totalmente assurde e inutili. Quei pruni tagliati su cui si è fatta una gran battaglia non sono lì da sempre, io che non sono più giovane li ho visti piantare negli anni Cinquanta. Sono loro che hanno deturpato il paesaggio impedendo la vista dei magnifici palazzi che si affacciano su una piazza che celebra un grandissimo bolognese». Sull'altare del nuovo arredo urbano è stata sacrificata anche la magnolia, una pianta che, ogni primavera, dava un tocco di colore alla zona. «Tagliare quell'albero è stato un errore madornale. Ma ne sono state ripiantate altre due (in aprile, donate dal vivaio Ansaloni, ndr): ora sono piccole, ma cresceranno, vorrà dire che ci impegneremo tutti ad annaffiarle». Lei, dunque, difende il progetto di riqualificazione di piazza Minghetti e della vicina piazza del Francia, dove i lavori non sono ancora terminati. Un progetto che la Fondazione Carisbo ha finanziato insieme a Banca di Bologna e Carisbo. «Passo sempre per di lì: non ho mai visto tanti giovani e anziani frequentare la piazza come adesso. Prima ci si muoveva solo su tre direttrici: era un luogo dove molte persone defecavano, sia di giorno che di notte; si trovavano a terra molte siringhe, per non parlare dei tanti preservativi usati buttati nel prato. Era piena di motociclette, di automobili e fittoni malfunzionanti. Ora è una piazza aperta, ripulita e restituita alla sua bellezza». A proposito di palazzi, con «Genus Bononiae» lei ha modificato il volto della città come non succedeva da tempo: restauri, acquisizioni, nuovi contenitori culturali. Che avventura è stata ed è per lei questo progetto, che il bolognese Diritti ha filmato traendone un documentario di 43 minuti che vedremo domani sera sul maxi schermo della Cineteca in piazza Maggiore? «Qui non si è trattato di aprire uno stabilimento con macchinari e con tutto stabilito fin dall'inizio. "Genus Bononiae" è stato un progetto culturale in progress, condizionato dalle chance che incontravamo sulla strada. I primi anni io mi sentivo come un cane da tartufo, non mi sono lasciato scappare nulla. Pensi a San Colombano, gioiello sconosciuto, e allo stesso Palazzo Fava, che abbiamo acquisito soltanto pochi anni fa. Io credo che Giorgio Diritti abbia saputo descrivere meravigliosamente quel cantiere febbrile in cui ci siamo mossi per anni e che sarà a regime solo quest'autunno ». Da poco la Fondazione ha introdotto il biglietto a pagamento in alcuni palazzi di «Genus Bononiae »: come sta andando Palazzo Pepoli, anche alla luce del pesante calo di visitatori dei musei civici? «Va molto bene, il pubblico c'è. Quanto ai musei comunali, spesso non hanno saputo rinnovarsi: è il caso dell'Archeologico, che negli ultimi trent'anni è sempre rimasto uguale. Il Medievale, invece, che dialoga con Palazzo Fava in via Manzoni, ha un trend leggermente positivo. E in questa direzione sinergica che occorre andare. E così che faremo anche coi musei universitari». Ieri, con il Comune e la Camera di Commercio, avete presentato la «Bologna Welcome Card»: un nuovo strumento di accoglienza per i turisti. «Abbiamo fatto tutti insieme uno sforzo corale che servirà per vendere più e meglio l'immagine di Bologna, che ora è dotata al pari di altre grandi città italiane». Un'ultima domanda: lei nel documentario di Giorgio Diritti compare? «Solo in fotografia, mezzo secondo, alla fine del film».
BOLOGNA - "La città ha riacquistato uno spazio e finalmente i musei fanno sistema"
Il presidente della Fondazione Carisbo, Fabio Roversi Monaco, ha promosso il restyling di piazza Minghetti e ha difeso il progetto di riqualificazione della zona. Il progetto è stato accompagnato da polemiche, ma Roversi Monaco sostiene che le critiche sono state "assurde e inutili". Ha anche parlato del taglio della magnolia e delle dodici pruni selvatici, che sono stati eliminati per permettere la vista dei palazzi. Roversi Monaco ha anche parlato del documentario di Giorgio Diritti, che ha girato il progetto e lo ha presentato in piazza Maggiore. Il documentario è stato trasmesso domani sera e mostra il cantiere febbrile in cui si è lavorato per anni.
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