UNA STORIA d'amore che finisce, quella fra Mario Resca, direttore generale del ministero per i Beni culturali per la Valorizzazione e l'universo dell'Arte, quella con la "a" maiuscola: dal 5 agosto passerà infatti il timone ad Anna Maria Buzzi, per tornare al "suo mondo", quello dell'impresa privata. Lasciando, però, un pezzettino di cuore in via del Collegio Romano. «E pensare che quando nel '99 ho iniziato come consulente, di gallerie e siti archeologici mi importava ben poco», confida con il suo inossidabile sorriso il signor Mc Donald's, dal 1995 al 2007 presidente e amministratore delegato della catena di fastfood («ne ho aperti 350 in Italia», gongola), chiamato dall'allora ministro Bondi per vestire i panni del Super-man(ager) destinato a stravolgere la gestione dei musei italiani, alle prese con cronici problemi di personale e carenza di fondi. «Sa cosa le dico? Che alla fine del mio mandato, del magnifico patrimonio di questo Paese mi sono proprio innamorato - confida Resca, che haanizzato per il 24 luglio tanto dista di fine incarico - . Anche se lavorare al ministero, con la burocrazia imperante, è stato un vero bagno di umiltà». Criticatissimo per il nuovo tipo di gestione, lascia in sospeso questioni come il rinnovo delle concessioni dei servizi al pubblico dei musei, scaduti da anni: «Hanno combattuto le mie linee guida, ma ancora oggi le stazioni appaltanti non sono riuscite a completare le gare affinché vengano dati a nuovi operatori - sottolinea il direttore generale-. Sono stato attaccato da poteri deboli e poteri forti è stata una grande frustrazione». Fra tanti da portare avanti, l'incentivo al mecenatismo, vedi il restauro del Colosseo "griffato" Della Valle e la caccia allo sponsor per Pompei. «LO STATO non può garantire la conservazione e la tutela dell'intero patrimonio, occorre fare come all'estero, incentivare i privati che contribuiscono alla manutenzione, conservazione e promozione - conclude Resca, passando al positivo - . Come ne esco? Bene. Ho realizzato una vera e importante politica culturale estera con gli Stati Uniti, Europa, Estremo Oriente, Sud America e Cina, divulgando la cultura in Italia e nel mondo e riportando più visitatori nei musei, ma anche facendo accordi internazionali importanti, primo fra tutti quello con la Cina: a Pechino non ci sfamo limitati ad allestire una mostra, abbiamo aperto uno spazio permanente riservato all'Italia nel Paese con il quale l'intero pianeta sta facendo e farà i conti negli anni a venire».
BENI CULTURALI Resca-ministero Ci lascio il cuore e tanti problemi
Il direttore generale del ministero per i Beni culturali per la Valorizzazione e l'universo dell'Arte, Mario Resca, lascia il suo incarico il 5 agosto. Ha iniziato come consulente nel 1999 e ha lavorato per 18 anni. Durante il suo mandato, ha realizzato una politica culturale estera importante con gli Stati Uniti, Europa, Estremo Oriente, Sud America e Cina. Ha anche incentivato il mecenatismo e ha aperto uno spazio permanente all'Italia nella Cina. Resca ha criticato la burocrazia del ministero e ha lasciato in sospeso questioni come il rinnovo delle concessioni dei servizi al pubblico dei musei.
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