Il tempo delle decisioni sul fontego dei Tedeschi è finalmente arrivato, il Comitato tecnico del Ministero si è espresso e ora, forte di questo parere, Direzione regionale per i beni culturali e Soprintendenza devono dire la loro al Comune. Il documento è arrivato l'altro ieri da Roma a palazzo Ducale, porta la data del maggio 2012 ma appunto è nelle mani degli esperti veneziani di tutela di monumenti e paesaggio solo da pochi giorni. Non boccia ma nemmeno promuove il progetto di restyling dell'archistar olandese Rem Koolhaas. I tecnici romani sottolineano che sotto il profilo storico lo studio Oma di Koolhaas non ha tenuto abbastanza in considerazione il valore del manufatto, manca cioè un'analisi adeguata degli interventi nell'arco dei cinquecento anni di vita dell'ex sede commerciale tedesca della Serenissima. Inoltre, il progetto di trasformazione in grande magazzino è eccessivo, va quindi rivisto e, soprattutto, vanno ripensate le quattro scale mobili di cui una, quella in corte, è retrattile e l'apertura della terrazza sul tetto. Nero su bianco non c'è scritto, come invece è accaduto per il ponte dell'Accademia, che la ristrutturazione voluta dalla proprietà, Edizione Property, e dai futuri gestori del department store, Rinascente, va accantonata in tutto e per tutto. Bisogna tuttavia rimetterci mano e anche pesantemente. «Tutto il progetto va ripensato - commenta il direttore regionale per i Beni culturali Ugo Soragni - il restauro contemporaneo prevede che anche gli elementi introdotti successivamente nel manufatto originale vanno rispettati e lo stesso si deve fare con il Fontego». Il direttore si riferisce al cemento armato introdotto negli anni '3o e alle demolizioni e ricostruzioni più tardive degli anni '5o e '6o quando l'immobile era delle Poste. Interventi che per Oma hanno stravolto la pianta originale del fontego e permettono di recuperare stanze da adibire a negozi. Il vero problema sono però terrazza e scale mobili, imprenscindibili per Property e Rinascente se si vuole realizzare un grande magazzino degno di questo nome. Ora che il parere del Ministero è arrivato, l'ultima parola spetta alla Direzione regionale e alla Soprintendenza. Il documento del Comitato ha valore consultivo, il parere degli enti territoriali del Ministero è invece vincolante. Nel caso dell'Accademia la bocciatura romana al rifacimento del ponte, anche se approvato da palazzo Ducale, ha portato a un dietro front dell'amministrazione. La situazione dunque è a dir poco ingarbugliata e anche se da Roma non è arrivato un no secco non è detto che si riesca a trovare un compromesso. Il Comitato tecnico è consapevole che se non va in porto il progetto, il Fontego è destinato a essere sempre più degradato, ciò non toglie che Koolhaas debba rivedere, al ribasso, i suoi piani. E' da vedere però se è disponibile a farlo. In un recente incontro all'Iuav, l'archistar era stato esplicito: «Nessun dietrofront su terrazza e scale mobili», aveva detto. «Non abbiamo ancora visto i pareri di cui tanto si parla dice Edizione abbiamo collaborato in questi due anni rispetto agli approfondimenti via via chiesti e continueremo a farlo». Significa che la proprietà è pronta ad affrontare nuove modifiche, ma tenendo conto però di alcuni «paletti», per esempio che un centro commerciale senza scale mobili non può esistere. Per realizzare l'investimento da ioo milioni (2o per i restauri, 18 per gli allestimenti e 52 per l'acquisto) è per forza tenuta a scendere a patti. In ballo poi ci sono 6 milioni di euro, al momento vincolati in un apposito conto corrente, che il Comune ha incassato come beneficio pubblico e che rischiano ora di dover essere restituiti a Property. G.B.