Marsala. Non sarà limitata al solo periodo delle Olimpiadi di Londra l'assenza dal Museo Whitaker di Mothia della statua del «Giovinetto in tunica», esposta al British Museum. Conclusi i Giochi, infatti, il pezzo pregiato, quello di maggior richiamo turistico, ritrovato sull'isola nel 1979, continuerà a viaggiare. Ancora per circa un anno e mezzo. Soprattutto negli Usa, dove rimarrà a lungo esposto nel «Paul Getty Museum» di Malibù. Sarà una sorta di «risarcimento» che la Regione si è sentita in dovere di riconoscere al famoso museo privato californiano per la restituzione della Venere di Morgantina. Restituzione che, però, è avvenuta perché dalle indagini della magistratura è emerso che il Paul Getty Museum aveva acquistato il prezioso reperto al «mercato nero» delle opere d'arte trafugate. A lamentarsi per la lunga assenza del Giovinetto è la direttrice della Fondazione Whitaker, Enza Maria Carollo. «Con questa decisione - dice - la Regione ci ha gravemente danneggiato». Molti turisti, infatti, visitano Mothia proprio per vedere il Giovinetto e chi adesso vi si reca trovando al suo posto il più modesto Apollo di Strangford (dato in cambio dal British Museum) ne rimane molto deluso e protesta. La Carollo evidenzia, poi, i seri danni che la statua in marmo potrebbe subire durante i trasferimenti in aereo. Intanto, Rossella Giglio, direttrice della sezione Archeologia della Soprintendenza, sottolinea di avere dato «parere negativo», assieme al soprintendente Sebastiano Tusa, alla trasferta. Antonio Pizzo 18072012