Negli anni del boom, lo sviluppo economico aveva bisogno di spazi e le campagne si sono riempite di capannoni che hanno fatto scempio del territorio. La crisi attuale sta svuotando le vecchie zone industriali, eppure la fame di aree edificabili non si è esaurita Per migliorare l'ambiente e al tempo stesso stimolare la ripresa economica, la Regione sta approvando il nuovo Ptrc, piano territoriale regionale di coordinamento. Un documento che è stato adottato quattro anni fa, ma che oggi ha bisogno di un aggiornamento. «l1 Ptrc attualmente in vigore - ha detto ieri mattina Marino Zorzato, vice presidente della Regione Veneto, che ha partecipato a una discussione pubblica sul Ptrc nella sede della Provincia di Verona - ha solo quattro anni, ma è stato pensato dieci anni fa e inizia ad essere superato dagli eventi. La variante che vorremmo portare in consiglio a settembre avrà anche una valenza paesaggistica Il nostro intento è snellire la burocrazia, chiarire i termini del confronto con le sovrintendenze e dare certezze su cosa di può fare e cosa no». Gli ambiti su cui interviene il Ptrc sono molteplici, non ultimo quello energetico. «Il grande obiettivo che ci poniamo - ha detto l'assessore regionale ai Lavori pubblici, Massimo Giorgetti - è quello di creare un vero e proprio piano energetico regionale per un miglior utilizzo delle risorse e per garantire a tutti, ma soprattutto agli imprenditori, un maggior risparmio. A questo scopo - ha spiegato - siamo alla ricerca delle sedi idonee per l'installazione di impianti fotovoltaici nel rispetto dell'ambiente e delle zone montane e di interesse culturale che vanno tutelate». Isi Coppola, assessore regionale al Commercio, crede che la revisione del Ptrc stimolerà l'economia: «Le due novità che vogliamo proporre - dice - sono le leggi sui distretti e sulle aggregazioni territoriali e sul commercio. Entrambe mbe permetteranno uno smaltimento dello burocrazia e faciliteranno l'apertura di nuove imprese e l'innovazione del settore produttivo, al fine di realizzare reti regionali coordinate e in sinergia tra loro». Samuele Campedelli, assessore provinciale alla Programmazione, ha detto che «la sfida che ci proponiamo è quella di abbandonare gli antichi modelli produttivi, per attuare misure che permettano uno sviluppo sostenibile».