L'EMERGENZA incendi in Sicilia non accenna a diminuire. In quest'estate di temperature over quaranta, boschi e vegetazione dell'Isola continuano a bruciare, distrutti non solo da piromani ma anche da chi è il sospetto degli investigatori sulla macchina dei soccorsi coverebbe i propri interessi. È questa l'ipotesi che ha fatto scattare l'inchiesta della Procura sul devastante incendio che per tre giorni ha bruciato il bosco di monte Cuccio. Troppi focolai, troppi fronti fuoco distanti tra di loro, un rogo troppo vasto per addebitarlo al caldo. Qualcuno dietro di sé ha anche lasciato micce artigianali, i cui resti sono stati ritrovati da vigili del fuoco e forestale. C'è già un denunciato: un ex vigile urbano. Agli investigatori ha raccontato che stava bruciando le sterpaglie attorno a casa sua a San Martino delle Scale e di aver perso il controllo del rogo. La sua ricostruzione non convince e le indagini su di lui non sono concluse. Ma chi indaga è anche certo che a monte Cuccio sono entrati in azione più piromani. Il fuoco ha minacciato un territorio molto vasto da anni sotto la minaccia degli attentatori, da San Martino a Monreale, da Boccadifalco e fino a Borgo Nuovo. Adesso la protezione civile corre ai ripari e già da ieri ha intensificato i controlli sui fronti più a rischio. Spesso nel mirino di chi indaga finiscono i forestali a contratto, che vengono ingaggiati da giugno per 151 giornate. Ma dietro a ogni incendio ruota un mondo di interessi: basta dare un'occhiata ai costi. Un elicottero, per sette ore di volo consuma 1500 euro di carburante. Intorno ai 14 mila euro all'ora, invece, i costi di affitto per un Canadair. Denaro che viene sborsato dalla Protezione civile nazionale. I mezzi aerei vengono noleggiati da una società spagnola. I roghi non hanno danneggiato solo il paesaggio naturalistico. Domenica per le esalazioni da fumo è morto anche un anziano di 89 anni di Carini. Poco prima aveva dato fuoco alle sterpaglie della sua villetta in campagna. Forse il fumo lo ha intossicato. L'anziano, già sofferente di cuore, sarebbe caduto poco distante dalle erbacce bruciate, in preda a un malore. Lo hanno ritrovato i parenti. Dopo la difficilissima giornata di domenica con le fiamme che hanno coinvolto praticamente tutta la Sicilia, ieri mattina sono stati dieci gli incendi sui quali si sono divise le forze sul campo, tra squadre a terra e mezzi aerei. Un vasto fronte di fuoco si e' sviluppato nel territorio di Augusta, nel Siracusano. Le fiamme hanno aggredito la vegetazione di contrada Marcellino, vicino allo stabilimento Sasol, fino a contrada Punta Cugno. Anche in questo caso l'ipotesi privilegiata è quella del dolo. La vicinanza dell'incendio all'autostrada per Siracusa ha gettato nel panico anche alcuni automobilisti. Hanno deciso di invertire il senso di marcia, in una folle fuga dalle fiamme. Per fortuna non si sono registrati incendi e la calma è stata riportata dalla Polstrada e dai carabinieri. Circolazione in tilt anche sulla Palermo-Sciacca, vicino a Pagliarelli. Nella strada laterale all'autostrada le auto sono rimaste incolonnate per oltre mezz'ora per il fumo sprigionato da un rogo di sterpaglie. È stato un intervento interforze, tra forestale, vigili del fuoco e protezione civile, quello a cala San Leonardo, a Ragusa Ibla. Nella zona ci sono case sparse e alcune masserie, che sono state minacciate dalle fiamme. Elicotteri e Canadair sono intervenuti anche su Castellammare del Golfo, in zona Pizzo Nidiere, e a Castiglione di Sicilia.