Brutte notizie dalla parti del parco archeologico di Kamarina. Brutte, ma prevedibili. Il museo, infatti, annuncia una nuova serie di chiusure al pubblico. Con nota n. 1688 del 12 luglio, "a causa della persistente carenza di personale di custodia e per esigenze di servizio, il Museo archeologico di Kamarina nei giorni 17-19-20-21-23-24-26-29-30 e 31 luglio 2012 resterà chiuso nelle ore pomeridiane". Ma non basta. Perché dalla direzione del museo proseguono. "Il giorno 22 luglio 2012 il museo resterà chiuso per l'intera giornata". Il problema, appena accennato nella nota ufficiale della struttura, è il medesimo che ha costretto alla chiusura anche in alcuni giorni di giugno. Il personale in forza al museo più visitato della provincia di Ragusa è assolutamente inidoneo a garantirne l'apertura. Con buona pace dell'incremento turistico e della valorizzazione della cultura. La denuncia era già partita a giugno dall'archeologo Giovanni Distefano, direttore del Parco archeologico terracqueo di Kamarina. Ad oggi il museo conta sulla disponibilità di un solo custode di ruolo. Uno, invece, faceva parte della società beni culturali, ma è andato in pensione dal 1 luglio. Restano in forze al museo due collaboratori di fascia A e due collaboratori di fascia B. Solo questi ultimi, però, possono essere custodi in servizio da soli. Chi appartiene alla fascia A può lavorare solo se accompagnato da uno di fascia B. Resta da dire che, per legge, se un custode svolge un turno, il successivo lo deve avere di riposo. Stessa musica per le domeniche. Ad oggi per coprire tutti i turni di apertura, giorni festivi compresi, occorrerebbero a Kamarina almeno altri nove custodi. Per comprendere la portata di un simile disservizio, basti pensare al valore di ciò che manterremo chiuso. "Stiamo parlando di una realtà - conferma il direttore Distefano - che vanta la più grande collezione di anfore arcaiche del Mediterraneo. Introduce alla visita della città antica. Dal museo si ammira il tempio d'Atena". Il museo è suddiviso in tre differenti padiglioni. Il primo dedicato all'archeologia subacquea, il padiglione est al periodo preistorico. Il padiglione ovest, infine, ripercorre la storia urbanistica della nuova Kamarina di età classica. Le chiusure, in ultima analisi, rappresentano una beffa enorme che si consuma a danno della cultura, dello sviluppo economico del territorio e dell'impegno degli operatori che, finora, con grandi sacrifici hanno mantenuto il museo ai livelli che gli sono propri. 17072012