Premio internazionale di Architettura Sottrarre i luoghi-simbolo della cultura e dell'ospitalità alla circoscritta percezione d'élite, aggiungere valori simbolici agli spazi della memoria popolare, valorizzare la trasformazione del paesaggio per «costruire uno sviluppo di segno sostenbile». il ruolo dell'architetto è molteplice e, all'incrocio di tendenze e idee, il contributo del Pida, il Premio internazionale Ischia di Architettura giunto alla quinta edizione - ha preso il via ieri - prova ad affermare un mainstream condiviso da accademici e giovani talenti. La formula unisce l'operatività sul campo, che vede protagonisti i professionisti del futuro, ai confronti magistrali con le archistar. Il laboratorio è l'Isola Verde, stretta tra l'angustia dell'edilizia priva di pregio e l'esaltante bellezza di secolari strutture rurali, che fanno pendant con l'imponenza intatta di palazzi signorili e il fascino di dimore estive, come quella di Luchino Visconti, La Colombaia, con il suo anfiteatro coronato da macchia mediterranea che, sabato, ospiterà il gala conclusivo del festival. Il carnet è intenso. E già cominciato il lavoro preliminare del workshop di progettazione per un «albergo diffuso» nel borgo di Piano Liguori, sulle estreme colline orientali dell'isola. «Saranno messi a confronto progetti per rigenerare un nucleo caratteristico del tessuto abitativo ischitano, lentamente abbandonato: è un microcosmo di pochi fabbricati corrosi dal tempo e circondati da vigneti e orti. L'approccio è interdisciplinare e coinvolge sociologi, agronomi, bioarchitetti e i proprietari delle abitazioni, con la direzione del noto gruppo di architetti austriaci di "Feld72", esperti nel recupero di borghi antichi», ricorda Giovannangelo De Angelis, ideatore del Pida, che si avvale del sostegno organizzativo dell'ordine degli architetti di Napoli e provincia. Sono già noti, intanto, i nomi dei vincitori dei premi internazionali assegnati dalla giuria: riconoscimento alla carriera per Piergiorgio Semeraro, «che si è distinto perla qualità nella realizzazione di strutture per il turismo»; per il giornalismo a Enrico Arosio de «L'Espresso»; e per la fotografia a Giovanni Chiaramonte. Fuori programma, a seguire, sarà poi programmato un workshop di allestimento e scenografia diretto dagli scenografi premi Oscar Francesca Lo Schiavo e Dante Ferretti, dedicato al Nuovo Museo di Visconti.