Rosarno. Ritardi burocratici e appalti stoppati: a distanza di otto anni dal patto che doveva valorizzare l'antica Medma il progetto culturale è ancora fermo Un "tesoro" di tredici ettari consegnato al più squallido degrado. La Soprintendenza rinnova il suo impegno Appello alla Provincia per sbloccare i fondi disponibili ma "congelati" Il Parco archeologico di Medma si estende per 13 ettari, in contrada Calderazzo, sulla "magnifica terrazza di Pian delle Vigne", come la definì il grande archeologo Paolo Orsi. In base ad un protocollo d'intesa siglato nel 2004 tra Comune di Rosarno, Soprintendenza ai Beni Archeologici della Calabria, Università "Mediterranea" e Amministrazione Provinciale, nel Parco avrebbero dovuto trovare ospitalità la Scuola Superiore di Archeologia, il Museo-Antiquarium, ed una serie di strutture per attività di ricerca, conservazione, nonché di fruizione del tempo libero. Un Parco, quindi, concepito secondo standard gestionali moderni, in grado di corrispondere alla necessità di conservare e far fruire un patrimonio archeologico di inestimabile valore e nel contempo attrarre al proprio interno visitatori giovani e meno giovani grazie alla possibilità di poter frequentare percorsi ludici, botanici, ippici, in un contesto ambientale altamente godibile, tra uliveti secolari e profumati aranceti. Sono trascorsi 8 anni dalla firma di quel "patto"e nulla (o quasi) di tutto quanto preventivato è stato portato a realizzazione. È dal 2005 che è stato allestito l'immobile, ricavato dalla ristrutturazione dell'ex abitazione del custode della Scuola Agraria, che avrebbe dovuto ospitare il Museo di Medma. La Soprintendenza ha preso in carico la struttura, ma vi ha trasferito soltanto il personale addetto al controllo del territorio. Nelle sale poste al primo piano avrebbero dovuto essere collocati i reperti provenienti dalla "Mostra permanente di Medma", (venne inaugurata il 16 gennaio 1998 dal sottosegretario ai Beni culturali Willer Bordon, sindaco Giuseppe Lavorato), alloggiata provvisoriamente presso l'Auditorium di via Umberto I fino al 2002, quando dovette essere di-smessa a causa dei lavori di ristrutturazione dell'immobile. Più volte, in questi anni, è stata annunciata l'imminente apertura del Museo e non si comprendono le ragioni per cui non si è proceduto in tale direzione. Anche per la Scuola Superiore di Archeologia sin dal 2005 sono stati approntati i locali da parte della Provincia, su interessamento dell'Amministrazione Saccomanno. Ma fino ad oggi non si è intravista nemmeno l'ombra di una Scuola, che gestita dall'Università "Mediterranea" di Reggio Calabria, avrebbe dovuto rappresentare un avamposto di ricerche ed indagini scientifiche a disposizione degli studenti e degli esperti a livello nazionale ed internazionale. Ci si era illusi di avere imboccato la strada giusta per riportare alla luce le vestigia di Medma, nell'estate del 2005, in occasione della campagna di scavi condotta dal prof. Maurizio Paoletti dell'Università di Cosenza. Quelle ricerche ebbero un esito di grande rilevanza scientifica, perché dimostrarono che Medma continuò ad esistere anche in epoca imperiale (I sec. d.C.), circa 300 anni oltre il limite precedentemente ipotizzato dagli studiosi, che ritenevano la fine della polis magnogreca doversi collocare nel terzo sec. a. C., nel corso delle guerre annibaliche. Chi oggi visita quegli scavi prova una fitta al cuore, vedendo i sacri resti di Medma consegnati al più squallido abbandono. Infine, l'ultima delusione in ordine di tempo è di questi giorni, come abbiamo già avuto modo di registrare sulla "Gazzetta". L'appalto per i lavori di completamento del Parco archeologico (1.350.000 euro) è stato annullato dalla Suap, la Stazione unica appaltante della Provincia di Reggio Calabria. In una lettera di risposta al consigliere comunale del Grande Sud, Giacomo Saccomanno, che si era mostrato preoccupato per il rischio di perdere il finanziamento, la Soprintendente ai Beni Archeologici Simonetta Bonomi manifesta «grande delusione e profonda costernazione per l'annullamento della gara, al cui svolgimento aveva attivamente partecipato in qualità di Presidente della Commissione». La Bonomi concorda pienamente con Saccomano «sull'importanza che avrebbe avuto per la città di Rosarno e per la Calabria tutta la realizzazione del Parco Archeologico dell'antica Medma, atteso da tempo, e non dispera che si trovi una rapida soluzione al problema, a questo punto di prioritaria urgenza. Rivolge di conseguenza un pressante appello all'Amministrazione Provinciale in tal senso, assicurando il sostegno e la disponibilità di questa Soprintendenza, peraltro da sempre impegnata nella tutela e nella valorizzazione dell'antica Medma».