Un mese e mezzo fa ho pubblicato su queste pagine una "provocazione", che a me sembrava il più pragmatico atto di buon senso: riguardava i musei d'arte contemporanea in Italia, lo stato di perenne crisi sempre più grave in cui versano sia da un punto di vista finanziario che gestionale, quindi vocazionale: il suggerimento era di ispirarsi ad analoghe esperienze giuridiche anglosassoni e permettere finalmente l'alienazione (in via del tutto eccezionale e con vincoli procedurali rigidi) del titolo di proprietà di certe opere per risanare i bilanci umiliati da passività tornare con felicità alla produzione di mostre e alla programmazione culturale. L'esempio lampante, era il Castello di Rivoli, con la sua collezione nella quale spiccano alcuni Cattelan, vendendo uno dei quali si potrebbero rilanciare l'immagine e la sostanza del Museo. Al fondo dell'articolo c'era una mail, e alle 11 di quella domenica è giunta la missiva di una persona che non avevo mai conosciuto prima: il due volte ministro della Repubblica Giovanna Melandri, alla quale ho proposto un incontro a Roma. Secondo il deputato Pd la "provocazione" poteva diventare una legge, con i dovuti vincoli giuridici. Lo scorso lunedì la proposta di legge è stata depositata in Parlamento. Immagino che verrà discussa, emendata, forse approvata, forse no. Forse diventerà una legge, forse verrà abbattuta come un piattello. Quel che conta è la dinamica inusuale, trasparente, efficace, con cui è successo. Uno scrittore (senza conflitti di interesse nei musei) ha suggerito una soluzione, e un politico sensibile l'ha accolta e portata avanti. I due non si conoscevano prima. Ecco: per me, che manco di talento per le occupazioni di torri o teatri ma soffro e partecipo da cittadino per la tortura cui è sottoposta l'intelligenza in Italia, questo è fare politica.
Musei, è proposta di legge
Un articolo di giornale in cui un autore ha pubblicato una "provocazione" suggerendo di ispirarsi ad analoghe esperienze giuridiche anglosassoni per risanare i bilanci dei musei d'arte contemporanea in Italia. Il suggerimento è stato accolto da Giovanna Melandri, due volte ministro della Repubblica, che ha proposto un'inchiesta parlamentare. La proposta di legge è stata depositata in Parlamento e verrà discussa e emendata. L'autore considera questo un esempio di "fare politica" efficace e trasparente.
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