Il nuovo Museo delle Scienze sfida la tradizionale organizzazione puntando sul coinvolgimento dei visitatori. Innovazioni negli argomenti e nelle modalità espositive Il progetto museale, condotto dallo staff del museo e disegnato da Renzo Piano, si è avvalso della consulenza del Natural History Museum di Londra. Apertura prevista: luglio 2013. Attivo, attrattivo e memorabile. Queste sono le parole chiave che il Muse, il nuovo Museo delle scienze di Trento, ha adottato con l'obiettivo di sfidare la tradizionale organizzazione dei musei naturalistici puntando tutto sul coinvolgimento dei visitatori con proposte assolutamente innovative in termini di argomenti e di stile espositivo. Distribuito su una superficie di oltre 5mila metri quadrati, il museo mette al centro della sua riflessione la conoscenza dei fatti naturali e di quanto sia necessario prestare la massima attenzione al rapporto tra ambienti naturali e impatti causati dall'uomo. Su questa base riflette su come scienza e tecnologia, se declinati in una prospettiva di sostenibilità, possano aiutare a trovare buone soluzioni per il futuro del pianeta Terra. Il tutto viene presentato con un linguaggio chiaro e mediante apparati espositivi e scenografie che trasformano la visita al museo in un gradevolissimo, e perché no divertente, viaggio di scoperta. Il Muse, che eredita la tradizione ultra-centenaria del Museo tridentino di scienze naturali situato nel centro città, costituisce il fulcro di un progetto di riqualificazione urbana di un'area industriale dismessa nella città di Trento. L'edificio ideato da Renzo Piano propone una perfetta integrazione tra la forma architettonica e la funzione espositiva. Le grandi falde inclinate generano infatti un rimando immediato con la verticalità alpina e producono al loro interno uno spazio ideale per rappresentare l'organizzazione in gradienti altitudinali del paesaggio alpino, a partire, verso l'alto, dall'affascinante mondo delle vette e dei ghiacciai. Il museo offrirà ambienti altamente immersivi con mirabolanti "effetti speciali" che porteranno il visitatore a provare la stessa emozione degli scalatori impegnati sulle pareti dolomitiche o il tuffo al cuore che ti prende nell'affrontare spericolate discese lungo i canaloni nevosi. A partire dalle numerosissime piste di impronte presenti sulle Alpi, ospiterà la più ricca esposizione di dinosauri della regione alpina. Esporrà i manufatti dell'uomo di Neanderthal, le prime pietre dipinte e le armi in selce scheggiata dei cacciatori preistorici dell'Età glaciale. Permetterà di toccare con mano fossili e minerali, di osservare reperti naturalistici al microscopio e, per i più piccini, degli angoli per il racconto dove la storia naturale viene narrata tenendo per mano animaletti in peluche. Infine, concluso il percorso naturalistico alpino, il visitatore giungerà in una grande serra con la ricostruzione con piante vive di una foresta tropicale montana della Tanzania. Un grande stimolo per riflettere sull'urgenza di guardare alle questioni ambientali in una prospettiva planetaria. Anche la scienza e la tecnologia saranno presentate in modo accattivante. Uno spazio «hands - on» ospiterà esperimenti scientifici in forma di installazioni con cui interagire attivamente, una sorta di palestra della scienza dove, con leve e ingegno, andare alla scoperta di principi della fisica e della meccanica. I temi della sostenibilità ambientale e dello sviluppo ovvero il legame tra la qualità ambientale e le tecnologie sarà sviluppato in alcuni spazi dedicati alla scienza interattiva. Con il nome di «fablab» il museo ospiterà dei laboratori aperti al pubblico dove cimentarsi nella costruzione di robot, progettare e realizzare oggetti con laser 3D, lavorare di cacciavite e pinza, insomma, fare e inventare con spirito innovativo e con lo sguardo proiettato verso il futuro. Per certi versi questo museo interpreta lo spirito della terra trentina che sta vivendo con consapevolezza la ricerca di uno sviluppo sociale che percepisce la qualità della vita e la qualità dell'ambiente naturale come legate l'una all'altra e che considera la conoscenza scientifico-tecnologica lo strumento alla base della capacità di orientare le scelte di sviluppo locale. Un binomio natura e innovazione che, oltre a essere il filo rosso narrativo del museo, è a tutti gli effetti la visione di futuro della Provincia autonoma di Trento. Non a caso lo stesso progetto museale, condotto in prima persona dallo staff del museo in collaborazione della Renzo Piano Building Workshop, oltre alla consulenza del Natural History Museum di Londra, ha visto la collaborazione della Fondazione Edmund Mach, della Fondazione Bruno Kessler, dell'Università di Trento e di numerose strutture tecniche operanti sul territorio. Con una tempistica che fino a oggi ha rispettato al mese il programma dei lavori, vedrà la consegna dell'edificio finito a fine giugno e tra un anno, a luglio 2013, l'apertura al pubblico. Insomma, il risultato al quale punta il Muse è quello di proporre un'esperienza viva pensata soprattutto per i giovani e le famiglie, un luogo dove divertimento e apprendimento si accompagnano al piacere della scoperta di fatti sorprendenti e inattesi Un museo che assieme al Mart di Rovereto e al Castello del Buonconsiglio intende promuovere la Valle dell'Adige come un territorio ad alta intensità culturale meritevole di essere visitato in tutte le stagioni dell'anno. Direttore del Museo dello scienza LA RASSEGNA «Homo sapiens» è l'ultima grande mostra proposta dal Museo delle scienze nella sua sede storica; essa costituisce un "addio"a Palazzo Sardagna, che ospita il museo dal 1982 e un' arrivederci" al Muse, il nuovo Museo delle scienze che aprirà nell'estate 2013 nel nuovo edificio ideato da Renzo Piano nell'area di sviluppo urbano ex Michelin di Trento. Con rarissimi reperti originali provenienti da ogni continente, la mostra è un meraviglioso affresco ideata dal genetista italiano Luigi Luca Cavalli Sforza che racconta la storia dell'evoluzione del genere umano. Essa tocca temi legati alle scienze naturali, alla genetica, alla storia remota, all'archeologia, all'ecologia, alla demografia e alla geografia e offre innumerevoli spunti di approfondimento e riflessione. A corollario della mostra è stata appositamente studiata una serie di percorsi guidati e di laboratori, differenziati in base alle tematiche e all'età dei visitatori, in modo che la visita alla mostra sia soltanto l'inizio di un'esperienza formativa più ampia e coinvolgente. Homo sapiens. La grande storia della diversità umana, Trento, Museo delle scienze, dal 21 settembre al 13 gennaio 2013
Trento. E al Muse la natura diventa divertimento
Il Museo delle Scienze di Trento, che apre le porte il 21 settembre 2013, è un luogo di scoperta e di conoscenza che sfida la tradizionale organizzazione dei musei naturalistici. Il museo è stato progettato da Renzo Piano e ha una superficie di oltre 5.000 metri quadrati. Il museo mette al centro la conoscenza dei fatti naturali e del rapporto tra ambienti naturali e impatti causati dall'uomo. Il museo presenta un linguaggio chiaro e mediante apparati espositivi e scenografie che trasformano la visita al museo in un gradevolissimo e divertente viaggio di scoperta.
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