Roba da fantastoria, ma roba seria. In ballo un tìtolo prestigioso, quello di «simbolo» dell'Esposizione universale di Aichi, in Giappone, che apre al pubblico il prossimo 25 marzo. A contenderselo, due big - è il caso di dirlo - di diversa origine ed estrazione sociale. Da una parte i mammut che già campeggiano sul manifesto ufficiale dell'Expò di Aichi. Dall'altra, un pezzo grosso del nostro mondo antico: il Satiro danzante, scultura in bronzo del quarto secolo avanti Cristo, attribuita a Prassitele e ritrovata nel 1998 nei fondali del Canale di Sicilia. Per partire alla conquista del Giappone, il Satiro lascia l'Italia domenica prossima, prima tappa il Museo nazionale di Tokyo, dove sarà esposto per venti giorni nel padiglione imperiale. Poi raggiungerà la città di Aichi per trovare spazio nel padiglione ipertecnologico dell'Italia. «Un capolavoro di questa qualità ha tutte le carte in regola per diventare il simbolo dell'intera Esposizione, proprio come la Tour Eiffel è stata l'emblema dell'Expò di Parigi nel 1900» afferma Umberto Donati, il commissario di governo per la partecipazione italiana all'Esposizione universale. Ma non sarà per il Satiro un'impresa facile. Quello a cui può ambire è in realtà un riconoscimento ufficioso, una vittoria morale. I giapponesi infatti, come si diceva, sul manifesto ufficiale fanno campeggiare enormi mammut, dalle lunghe zanne ricurve in onore appunto del mammut la cui carcassa è stata ritrovata a Yukagir, nei ghiacci della Siberia, ed esposta ad Aichi come principale attrazione della manifestazione, che per la prima volta nella storia delle Esposizioni universali è dedicata alla saggezza della natura. Non è un caso perciò che la località dove si svolge l'Expò sia una foresta di 173 ettari, nella quale il pubblico potrà ammirare tecnologie sviluppate in modo compatibile con l'ambiente. Il cuore dell'Esposizione, che riunisce 125 paesi, è poi la Global House, il padiglione dove sarà possibile vedere gli oggetti che sono stati scelti per rappresentare la natura, come appunto il mammut. Intorno alla Global House si trova l'Expò Plaza, dove è stato ricostruito nei minimi dettagli un paesaggio di laghetti e ruscelli, circondata da ristoranti che servono cibi di tutto il mondo. Un intero settore è dedicato invece alla organizzazioni non governative, che hanno realizzato un padiglione globale dedicato allo sviluppo sostenibile, mentre l'isola del Tesoro di Wanpaku è un padiglione che mostra il rapporto tra la natura e il cibo, attraverso un percorso guidato da Gon, la vedette di un popolare cartone animato. E l'Italia? Il nostro paese si trova in pole position, all'interno di un settore vicino alla Global House che ospita una serie di Stati mediterranei come la Francia, la Spagna e la Libia. «Per esaltare i tesori del Mediterraneo, in un primo momenti il ministero degli Esteri aveva pensato di portare in Giappone i Bronzi di Riace» racconta il Commissario. «Ma la gioia di vivere non può essere rappresentata da due guerrieri. Allora abbiamo optato per il Satiro danzante: un simbolo di gioia e felicità, che si accorda perfettamente con il terna del nostro padiglione: l'Arte del Vivere». Una volta fatta la scelta, per lanciare il Satiro in Giappone come una star, gli italiani hanno pensato di portarlo prima a Tokyo, per presentarlo a stampa e tv, con un evento finanziato dal quotidiano giapponese Yomiuri. Un battage che ha coinvolto perfino l'imperatore, invitato all'inaugurazione. Si è pensato a tutto, naturalmente anche al comfort del lungo viaggio. Con i costi che si possono immaginare, o forse no: l'«operazione Satiro", all inclusive, arriverà a quasi un milione di euro. Per proteggere la preziosa scultura restaurata da poco, prima di farla partire la si è sottoposta a una serie di analisi, eseguite dal Laboratorio di fisica dell'Icr, l'Istituto centrale del restauro. Un intervento per costruire una sorta di corpetto che avvolgerà completamente la scultura durante il trasporto, in modo da evitare ogni problema. «Si tratta di un guscio esterno destinato a proteggere l'opera ogni volta che viene spostata, come la custodia di un violoncello» spiega Giorgio Accardo dell'Icr. Una precauzione indispensabile per garantire l'incolumità del capolavoro, ritrovato sott'acqua, senza le braccia, privo della gamba destra che serviva a sostenere la statua e con quella sinistra staccata dal corpo. «Per presentare la statua in piedi» aggiunge Accardo «abbiamo costruito un'armatura interna di sostegno, senza però interferire con l'immagine della scultura». Nel nostro padiglione il Satiro avrà il posto d'onore, all'interno di una grande perla, collocata alla fine di una lunga passerella sospesa sull'acqua che permetterà ai visitatori (le previsioni parlano di 15 milioni di persone in 185 giorni, di cui almeno un milione e mezzo entreranno nel Padiglione italiano) di ammirare i vari aspetti dell'arte di vivere nel nostro Paese. Si va dalle sculture di importanti artisti viventi, come Michelangelo Pistoletto, alle alte creazioni della moda, come gli abiti di Roberto Capucci. Un occhio alla tecnologia e al design, con le ultime creazioni di Ferrari e Piaggio, illuminate dalle luci di Giuseppe Rotunno, mentre la colonna sonora è stata realizzata da Franco Battiato. «Quello che i giapponesi ci invidiano è proprio il gusto della vita, una passione per la bellezza che collega passato e presente, tradizione e modernità» conclude Donati. Una passione simboleggiata proprio dal Satiro, che ha cosi davvero più di una chance di diventare il «vero» emblema dell'Expò di Aichi. Con buona pace del mammut.
E il Satiro, a passo di danza, va alla conquista dell'Expò
L'Italia ha selezionato il Satiro danzante come rappresentante per l'Esposizione universale di Aichi, in Giappone, che si apre al pubblico il 25 marzo. La scultura in bronzo del quarto secolo a.C., attribuita a Prassitele, sarà esposta nel padiglione italiano e poi trasferita a Tokyo per essere presentata a stampa e tv. Il Satiro sarà protetto da un corpetto esterno durante il trasporto e sarà esposto in un padiglione dedicato all'Arte del Vivere, insieme a sculture di artisti viventi, abiti di moda, tecnologie e design. L'Italia si trova in pole position all'interno di un settore vicino alla Global House, che ospita una serie di Stati mediterranei.
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