Contestato De Sanctis, filosofo del diritto ai Beni culturali Doppio attacco di Italia Nostra al ministro per i Beni culturali Lorenzo Orgaghi, per la mostra di tesori artistici a Pechino e perla nomina di un filosofo del diritto, Francesco De Sanctis, alla guida del Consiglio superiore per i Beni culturali, massimo organo consultivo del ministero. La gestione del patrimonio e la politica dei prestiti sono «tutte da rivedere; gli eventi stanno uccidendo i monumenti» denuncia Italia Nostra, in una lettera aperta firmata anche dagli studiosi Salvatore Settis, Tomaso Montanari, Alessandro Nova, Francesco Caglioti. Sotto accusa la trasferta di opere a Pechino per la mostra organizzata dall'Italia sul Rinascimento fiorentino. Si chiede «una moratoria per quelle mostre che non hanno contenuti culturali e che mettono a rischio le opere più preziose senza uno scopo serio e valido culturalmente, ma solo per fare mercato e spettacolo». La mostra a Pechino inaugurata dal ministro Ornaghi è criticata «per i rischi di prestiti effimeri e inutili cui viene sottoposto il nostro comune patrimonio storico e artistico». Queste rassegne, sostiene l'associazione, «sono anche uno spreco da tagliare», mentre i musei «subiscono tagli e chiusure in tutto il Paese; ma per le mostre vengono usati come bancomat e spogliati dei loro simboli identitari». Italia Nostra contesta anche, pur «con il massimo rispetto per la persona», la nomina di De Sanctis: «Uno schiaffo ai molti veri tecnici e grandi esperti del patrimonio culturale italiano», scrive la presidente di Italia Nostra Alessandra Mottola Molfino. Il Consiglio, che fu guidato da Federico Zeri, ha avuto per ultimi presidenti Salvatore Settis e Andrea Carandini.