Lorenzo Ornaghi ministro per i Beni e le Attività Culturali «Mai nominato De Caro ai Girolamini» Caro direttore, devo chiedere ospitalità per rettificare un'errata notizia contenuta nell'articolo che, pubblicato ieri con il titolo «La nomina ai Beni culturali? Uno schiaffo ai nostri tecnici», informa delle contestazioni di Italia Nostra alla nomina di Francesco De Sanctis a presidente del Consiglio superiore dei beni culturali e contemporaneamente dà conto di una lettera aperta, sempre di Italia Nostra, sui «pericolosi spostamenti» delle opere d'arte. La rettifica riguarda la nomina di Massimo De Caro alla direzione della Biblioteca dei Girolamini di Napoli: non ho mai nominato De Caro a un tale incarico. La necessaria precisazione mi induce peraltro a chiedere al «Corriere» un supplemento di ospitalità, così che i lettori possano più compiutamente conoscere e valutare stile espressivo e profili concettuali della lettera aperta. Testualmente cito un solo, significativo passaggio: dare in prestito le nostre opere d'arte equivarrebbe «a far sfilare i propri capolavori, in catene, nelle capitali dei vecchi e nuovi padroni del mondo». Non so se estensori e sottoscrittori di un simile fraseggio si siano auto annoverati nel manipolo dei «tecnici» da me schiaffeggiati con la nomina del prof. Francesco De Sanctis. Qualora così fosse, mi sentirei ulteriormente rassicurato sulla bontà della scelta da me fatta. In ogni caso, si deve purtroppo amaramente concludere: come sta rovinando sempre più in basso una certa nostra Italia, e quant'è ideologicamente grossolana la visione di talune élite della cultura italiana.
Beni culturali, Ornaghi e la protesta di Italia Nostra
Il ministro per i Beni e le Attività Culturali, Lorenzo Ornaghi, ha scritto una lettera aperta in risposta a un articolo del Corriere che ha menzionato la sua nomina a presidente del Consiglio superiore dei beni culturali. Ornaghi ha precisato che non ha nominato Francesco De Caro alla direzione della Biblioteca dei Girolamini di Napoli, come menzionato nell'articolo. Ha anche chiesto un supplemento di ospitalità al Corriere per poter discutere meglio della lettera aperta. Ornaghi ha criticato la visione della cultura italiana di alcune élite, che secondo lui è ideologicamente grossolana. Ha anche menzionato la preoccupazione per i pericolosi spostamenti delle opere d'arte.
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