Ballando ballando, anzi sarebbe meglio dire volando, il "Satiro Danzante" arriverà in Giappone domenica 13. La mirabile statua in bronzo del IV secolo a.C, da alcuni attribuita al sommo Pressitele, ripescata nel 1998 nelle profondità del Canale di Sicilia, sarà la messaggera della cultura italiana nella terra del Sol Levante. Il Satiro Danzante sarà prima presentato, dal 18 febbraio al 13 marzo, nel Padiglione Imperiale del Museo Nazionale di Tokyo, per essere ammirato anche dalla famiglia imperiale. Ma il vero obiettivo del suo viaggio sarà il Padiglione Italia nell'Esposizione Universale di Aichi, la prima del terzo millennio, dove verrà esposto dal 25 marzo al 25 settembre. Certo, da quel fatidico quattro di marzo del 1998, quando un peschereccio di Ma-zara del Vallo lo ripescò nei fondali del mare siciliano, mutilo e corroso, il Satiro Danzante di strada ne ha fatta e pure tanta. Giusto un anno prima, nel 1997, era stata ritrovata quella che si è poi rivelata una sua gamba e grazie al talento e alla perizia dei nostri tecnici dell'Istituto Centrale del Restauro di Roma il Satiro ha recuperato una buona parte del suo originario splendore. Probabilmente la magnifica statua faceva parte del carico di una nave naufragata tra la Sicilia e Capo Bon in un periodo di grandissima diffusione del commercio antiquario nell'antichità. All'inizio si pensò che raffigurasse Eolo, per il movimento turbinoso e per le orecchie aguzze. Poi fu invece identificata con certezza come Satiro in estasi, nel pieno di un ballo rituale, al seguito del corteo di Dioniso. Il Satiro sarà il protagonista attesissimo del Padiglione italiano all'Expò di Aichi, che sarà dedicato all' "Arte del vivere". La sala principale, lunga e maestosa, produrrà un forte impatto emotivo e percettivo legato all'evocazione del Mar Mediterraneo: un pavimento di cristallo in leggera salita e un soffitto sospeso, fra riflessi acquorei, condurranno alla grande perla iridescente alta 11 metri e posta sullo sfondo che sembrerà emergere dagli abissi marini. Lì, in uno spazio quasi rituale, impreziosito da una "sonorizzazione" composta da Franco Battiato («si tratterà di magmi elettronici per celebrare questa creatura nata dall'acqua e dal fuoco», rivelò qualche tempo fa l'artista catanese al nostro giornale) sarà custodita la preziosa statua. Nella cavità oscura della grande sfera sarà possibile girare intorno all'opera su un percorso sospeso, per ammirarne tutta la grazia e l'armonia ma anche il dinamismo impetuoso. Verrà anche illustrata nei minimi particolari l'accurata opera di restauro, durata quattro anni, dei tecnici dell'ICR. E il Satiro sarà protetto da una più sicura impalcatura interna, che conterrà l'asta di sostegno della statua, oltre che da un basamento antisismico appositamente realizzato dalla Ansaldo Ricerche e da una serie di interventi strutturali di cui la statua beneficierà anche dopo il suo ritorno in Italia. Inoltre è stato realizzato anche un guscio esterno di protezione - una specie di armatura da samurai, verrebbe da dire - che contiene e protegge la statua ogni volta che deve essere trasportata. Tra l'altro, per la realizzazione di queste strutture, i tecnici dell'ICR si sono indirizzati verso le tecnologie di lavorazione dei materiali compositi, basate sulla laminazione di fibre di carbonio e di carbon-kevlar e utilizzate nelle competizioni di Formula 1 e nelle regate della Coppa America. In un certo senso, e con tutto il rispetto, il Satiro sarà protetto dalle innovazioni ideate per la Ferrari e per "Luna Rossa". Il nostro paese investirà nell'operazione Satiro un milione di euro. Ma non finiscono qui gli effetti speciali che accompagnano la bellissima statua di bronzo: all'interno del Padiglione, ci sarà anche una sua riproduzione realizzata con le tecnologie digitali 3D, costata 85.000 euro e diretta ai non vedenti ma fruibile anche dagli altri spettatori per arrivare fino alla percezione tattile. Il Commissario Generale italiano per l'Expò di Aichi, Umberto Donati, punta molto sulla presenza del Satiro che sarà ammirato da almeno un milione e mezzo di giapponesi. Questa magnifica statua è stata scelta per rappresentare il nostro paese perchè, come dice lo stesso Donati, «il Satiro Danzante, figlio dell'estasi dionisiaca e del piacere di vivere, è il simbolo più adatto per dare immagine alla qualità e allo stile di vita italiani, apprezzati nel mondo intero. La sua presenza in Giappone è una vittoria per l'Italia intera che, con lui, presenterà al mondo un nuovo simbolo del proprio ineguagliabile patrimonio artistico. Il meglio della nostra tecnologia industriale dialogherà così con la genialità artistica». L'attesa dei giapponesi nei confronti del Satiro Danzante è immensa, tanto più che lo "Yomiuri", il più diffuso quotidiano nipponico con 14 milioni di copie giornaliere, sta facendo una martellante promozione in favore della celebre statua, capace di accrescere ancora di più, se possibile, la curosità di ammirarla. Ci si aspettano file interminabili ma pazienti, secondo il buon costume nipponico. Dai Bronzi di Riace a Zeus Senza dubbio il mare è lo sterminato forziere di infiniti tesori inabissati insieme alle navi e ai galeoni che li contenevano. Ipertecnologici cacciatori di tesori continuano a perlustrare silenziosamente i fondali marini. Oltre al Satiro Danzante, le altre statue in bronzo più famose che sono risorte casualmente dal mare per poi arrivare nei musei sono cinque o sei. Il 16 agosto del 1972 , in un tratto di mare antistante il piccolo centro di Riace, in provincia di Reggio Calabria, furono ripescate due sbalorditive statue greche in bronzo del V secolo a.C: i Bronzi di Riace, ora conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. Precedentemente bisogna ricordare i bronzi del relitto di Madhia, in Tunisia, quelli del relitto di Antikitira, in Grecia, e soprattutto il magnifico Zeus di Capo Artemisio, ancora nel mare ellenico. E non si può dimenticare la statua in bronzo, alta qualche decina di centimetri e raffigurante una divinità siro-palestinese, ritrovata nel canale di Sicilia da un peschereccio di Sciacca. Altro importante ritrovamento archeologico di questi ultimi anni, ma non in fondo al mare, sono state, a partire dal 1998, le magnifiche navi romane apparse durante i lavori di scavo in un cantiere della stazione ferroviaria di Pisa San Rossore. E chissà che sorprese ci attendono in futuro.