Rischio Vesuvio Dopo l'ok al piano paesistico. Il primo cittadino di S. Anastasia invita i colleghi per mercoledì: «Servono iniziative comuni». Tutti i diciotto sindaci della «zona rossa», con tanto di fascia tricolore, saranno nell'aula del consiglio regionale quando, presumibilmente a fine luglio, vi approderà il disegno di legge sul piano paesaggistico a firma dell'assessore Marcello Taglialatela e nel quale sono previste essenziali modifiche alla legge regionale 21. Potrebbe essere questa una delle iniziative che verranno fuori dall'incontro fissato per le 11 di mercoledì a Palazzo Siano, sede del municipio di Sant'Anastasia. Un incontro voluto dal sindaco Carmine Esposito che, subito dopo il placet della seconda commissione regionale sul piano paesaggistico, ha inviato un telegramma agli altri diciassette colleghi, primi cittadini dei comuni di fascia vesuviana e costiera che la legge del 2003 sancisce come le aree più a rischio in caso di eruzione del Vesuvio. Un testo breve e conciso, con cui Esposito invita i sindaci all'incontro di mercoledì per stabilire insieme eventuali iniziative inattesa del passaggio del disegno di legge in consiglio regionale. Iniziative finalizzate a - scrive il sindaco di Sant'Anastasia - «fai sentire il peso dei nostri territori». Intanto Esposito e l'assessore all'Urbanistica della sua giunta, l'architetto Giancarlo Graziani, hanno anche indirizzato una lettera a cittadini ed imprenditori per informarli sullo stato della battaglia intrapresa al momento dell'insediamento, due anni fa: la modifica di alcune norme di quella legge 21 che non solo costituiva la «zona rossa» ma bloccava di fatto qualsiasi inter- II cemento Esposito: bene l'ok alle riattazioni Noi i primi interessati a impedire nuovi abusi vento edilizio sui territori interessati, comprese le ristrutturazioni. Se il piano paesaggistico di Taglialatela supererà, come nelle previsioni, il test dell'aula, alcune di quelle norme saranno abrogate: si potrà per esempio abbattere e ricostruire edifici fatiscenti, purché non vi siano aumenti volumetrici o frazionamenti, così come sarà possibile adeguare alle norme antisismiche costruzioni ora a rischio. «Questo significa - dice l'assessore Graziani - che le nostre istanze sono state accolte al 90 per cento e che tutti i Soloni che finora ci hanno tacciato di voler cementificare le nostre zone, quando invece perseguivamo una tutela attiva del territorio, dovrebbero ora tacere per almeno dieci anni, lo stesso tempo durante il quale hanno immobilizzato il territorio vesuviano». Saranno i sindaci a stabilire azioni congiunte, ma ciò che da palazzo Siano si tiene a sottolineare è la totale comunione di intenti con il lavoro svolto dall'assessore Taglialatela e dalla giunta Caldoro. «Chi ancora pontifica fingendo di non capire che il rispetto dell'ambiente e il divieto di cementificazione sta a cuore a noi prima che agli altri, non tiene conto che in quell'area nota come zona rossa vivono seicentomila persone che non vogliono essere deportate - continua Graziani - e che qui vogliono continuare a vivere, in una realtà che anche per colpa di vincoli assurdi sta morendo».