(ASCA) - Cagliari, 13 lug - "Quando si dicono troppe parole per esprimere un concetto semplice 'gatta ci cova'. Decriptati, i concetti espressi dal governatore della Sardegna vogliono dire 'costruiamo, ma costruiamo bene'. Mentre il punto e' un altro. Il governatore Cappellacci e' il primo responsabile dell'abrogazione della legge salva coste piu' importante realizzata in Italia, che estendendo i vincoli paesaggistici a 1000 metri dalla battigia aveva giustamente bloccato numerosi interventi edilizi". Lo ha detto, in una nota, Gaetano Benedetto, direttore Politiche ambientali del Wwf Italia in riferimento alla proposta di revisione del governatore Ugo Cappellacci sul Piano paesaggistico della Sardegna. "Di fatto il piano paesaggistico della Sardegna e' gia' stato modificato al di fuori delle procedure previste dal codice dei beni culturali - ha aggiunto Benedetto -. Le nuove norme introducono elementi dinamici e interpretativi e non avere il coraggio di utilizzare il termine 'vincolo' significa non avere consapevolezza del tesoro alla cui tutela il vincolo e' posto". "Dire che le comunita' locali devono esser protagoniste della propria programmazione e gestione territoriale e' un'ovvieta' ed e' cosa assolutamente giusta e dovuta - ha proseguito il Wwf -. Ma le competenze delle comunita' locali devono essere espresse in un quadro che e' dettato dalla carta costituzionale, dove la tutela ambientale e la salvaguardia paesaggistica coinvolge certamente le comunita' locali ma vede come primi attori lo Stato (anche nei confronti delle Regioni autonome) e le Regioni che hanno il dovere di esercitare una ferma azione di tutela per salvaguardare i tesori naturalistici e paesaggistici". com-dab
Sardegna: Wwf, Cappellacci responsabile abrogazione legge 'salva coste'
Il governatore della Sardegna, Ugo Cappellacci, ha proposto una revisione del Piano paesaggistico della Sardegna. Il WWF Italia ha criticato la proposta, affermando che il piano è già stato modificato al di fuori delle procedure previste dal codice dei beni culturali. Il WWF ha anche criticato la mancanza di vincoli paesaggistici, che significa non avere consapevolezza del tesoro alla cui tutela sono posti. Il WWF ha sottolineato che le comunità locali devono essere protagoniste della programmazione e gestione territoriale, ma che le competenze devono essere espresse in un quadro dettato dalla carta costituzionale.
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