Domani in Consiglio comunale arriverà sul tavolo dell'assemblea la proposta di convenzione per sfruttare i terreni a poca distanza dalle rive del fiume La maggioranza vuole farle costruire nell'area abbandonata dell'ex industria Icomec Ora è adibita a zona turistica. In cambio la ditta edile darà parcheggi e 200mila euro Si preannuncia bagarre per il consiglio comunale di domani alle 19, quando verrà discussa la convenzione tra il Comune a la Rio Verde srl per realizzare nella zona di Salionze alcune decine di abitazioni a ridosso del Mincio. Nel documento si dà al privato la possibilità di recuperare una zona degradata da anni concedendo la realizzazione di residenze per 10.600 metri cubi, permettendo poi di recuperare il volume restante (9.508 metri cubi) col riconoscimento di un credito edilizio, da utilizzare in altre zone del territorio comunale che verranno poi individuate col Piano degli interventi. Al Comune andrebbero anche un parcheggio di circa 800 metri quadrati, un'area verde di poco più di 1.200 metri e la somma di 200 mila euro, come compensazione per il cambio della destinazione urbanistica. In precedenza infatti il Piano regolatore generale prevedeva «l'insediamento di attività turistico-sportiva, direttamente connessa con la fruibilità dell'ambito fluviale del fiume Mincio». Decisamente contraria alla nuova area residenziale Maria Grazia Lugo, capogruppo di Valeggio anch'io, che vede nella scelta dell'amministrazione il rischio di rovinare definitivamente un tratto prospiciente al Mincio. «Quei capannoni dovevano essere abbattuti dopo l'esaurimento», sostiene Maria Grazia Lugo, «della loro funzione. Invece, come spesso succede in Italia, sono rimasti lì e via via si stanno creando le premesse per realizzare case a ridosso del Mincio. Qualcosa di inaccettabile per chi ha veramente a cuore il territorio e sicuramente di diverso dall'idea del Prg vigente che prescrive un utilizzo legato all'ambito di tutela fluviale. Le migliaia di turisti che in bicicletta percorrono la ciclabile non vengono certo per vedere case. L'amministrazione dimostra poi di non saper tenere la barra a dritta, cambiando spesso idea e rinunciando, per pochi soldi, ad un pezzo del territorio. Su Salionze, che è una delle principali porte d'accesso a Valeggio, si stringe una morsa che vede da una parte l'Altomincio, che col suo forte impatto già ha modificato sostanzialmente il paesaggio, dall'altra ancora cemento di cui in questa frazione, dove s'è costruito tantissimo, non se ne sente il bisogno». Anche per Francesco Pasini, della lista Il ponte, la scelta non è condivisibile: «Innanzitutto si va a costruire nell'alveo del fiume, poi si fa un'incredibile giravolta dalla precedente destinazione turistica che poteva avere una sua ragion d'essere, con la creazione anche di spazi per le canoe e di un piccolo porticciolo ed infine per la monetizzazione assolutamente sottodimensionata rispetto ad un intervento che renderà molto al privato». Di tutt'altro avviso il sindaco, Angelo Tosoni, per cui si tratta di una svolta storica: «Viene dimezzato il volume in loco e questo è un buon risultato. Il cambiamento di destinazione urbanistica chiesto dal privato, perché più spendibile rispetto al turistico-recettivo, è reso possibile dal decreto sviluppo (convertito nella legge 106 del 2011) che permetterebbe anche una cubatura maggiore». Per Tosoni la trasformazione in residenziale «avrà meno impatto sul traffico, permetterà d'incassare 200 mila euro e darà un input preciso al procedimento che poi la Sovrintendenza valuterà sotto il profilo storico-paesaggistico. L'area di credito edilizio potrà poi essere spesa nelle aree paracadute individuate dal Pat o in quelle edificabili, con il piano d'interventi». Sulla stessa falsariga dell'attuale amministrazione l'ex sindaco, Albino Pezzini, sostiene: «Considerata la situazione di degrado dell'area trovo che si dà finalmente soluzione ad un problema annoso e si fa chiarezza sulle ambiguità precedenti (la cittadella turistica) che rischiavano di provocare ulteriori stalli (il riferimento è al caso Sermana, ndr). Purtroppo in precedenza non c'era un decreto sviluppo che ora darebbe anche più metri cubi al privato». Alessandro Foroni