Baccelli: convenzione con Comune e fondazioni per evitare che l'edificio vada in malora con la scomparsa della Provincia LUCCA Una convenzione con enti (i Comuni) e fondazioni per salvare da un futuro ad oggi molto incerto i tre gioielli di proprietà della Provincia: Palazzo Ducale a Lucca, la fortezza di Mont'Alfonso in Garfagnana e Villa Argentina a Viareggio. Stefano Baccelli, presidente della Provincia, dedicherà il tempo che resta alla Provincia a un'operazione che gli sta particolarmente a cuore: mettere al riparo da destinazioni che non siano mirate alla collettività edifici che il suo ente ha curato, ristrutturato, sui quali ha investito, per adibirli a utilizzi non solo burocratici ma anche (e auspicabilmente soprattutto) pubblici. «Secondo l'ultimo decreto della spending review - spiega Baccelli - i beni strumentali delle Province, quindi anche i suoi palazzi, seguiranno il destino dell'ente. Non avrei nulla da obiettare se Palazzo Ducale rimanesse la sede della nuova Provincia. Ma ad oggi, sulla scorta delle poche notizie che abbiamo, si possono fare anche altre ipotesi. Io vorrei evitare che Palazzo Ducale facesse la stessa fine di Maggiano, che era proprietà della Provincia, ma da quando la sanità fu trasferita alla Regione, fatte salvo alcune stanze occupate dall'Asl e altre dal museo, il resto del complesso è fatiscente». Con queste premesse, secondo Baccelli è necessario, adesso, «trovare le modalità con le quali questi tre edifici di proprietà della Provincia continuino a essere fruibili per la comunità. Occorre trovare le forze per una gestione che vincoli l'apertura al pubblico. Io - sottolinea - voglio aprire, su questo punto, una questione politica in positivo. Se potessi, farei delle donazioni: di Palazzo Ducale al Comune o alla Fondazione Crl, della Fortezza di Mont'Alfonso all'Unione dei Comuni della Garfagnana. Sarebbero atti forti, ma giuridicamente deboli. Credo che la via giusta sia di andare verso convenzioni pluriennali con Comuni e Fondazioni bancarie. Ma bisogna creare le condizioni». La prossima fine degli enti provinciali però pone anche altre questioni. Perché una Provincia non ha solo beni strumentali da tutelare, ma anche progetti avviati e non ancora portati a compimento. Stefano Baccelli, confessa, sta pensando anche a come mettere al più presto in salvo progetti a cui non solo lui ma tutto l'ente lavorano da tempo. Come il nuovo ponte sul Serchio. «Se la Provincia non ci sarà più - si interroga Baccelli - chi lo farà il ponte sul Serchio, per il quale oggi abbiamo un progetto e siamo riusciti a trovare le risorse. Finché sarò in carica - sottolinea - lavorerò per mettere in sicurezza le eccellenze, per garantirle». Un metodo, secondo il suo modo di vedere, sarà di trasferire i progetti in ballo agli enti o alle categorie più idonei a gestirli. Un esempio? «Sto cercando di chiudere il progetto della banda larga per consegnarlo agli enti del territorio», dice il presidente della Provincia. «Ad oggi - conclude - siamo molto disinformati. La difesa del suolo, ad esempio, a chi verrà assegnata? Ai Comuni. Dei centri per l'impiego chi si occuperà? Se le deleghe sulle infrastrutture saranno affidate ai Comuni potranno funzionare, se andassero alla Regione, avrei qualche perplessità. La responsabilità politica in questo momento penso che sia determinante per mantenere la democrazia e l'efficienza»