LIVORNO «No al maxi-inceneritore!». È il grido che si leva dalle bocche dei comitati toscani uniti contro il progetto di costruire un maxi termovalorizzatore a Livorno, dove verrebbero dirottati i rifiuti urbani delle province di Livorno, Lucca, Massa-Carrara e Pisa. «L'ultima bozza del Piano interprovinciale di gestione dei rifiuti dell'Ato Costa sostiene Maurizio Zicanu, di Vertenza Livorno prevede la costruzione dell'impianto di incenerimento per smaltire i rifiuti che la normativa europea considera ormai obsoleto. Il dibattito per ora è solo sul piano istituzionale, ma noi vogliamo che l'intera città venga coinvolta, che la società civile venga informata in maniera completa e imparziale di ciò che la politica vuole mettere in atto». «È possibile un piano alternativo riprende per fare a meno dell'inceneritore ed è potenziare la raccolta differenziata: esiste un obbligo normativo secondo cui i comuni devono raggiungere il 65 per cento di raccolta differenziata entro la fine del 2012 e a Livorno siamo lontani da questa soglia, questo comporterà delle sanzioni che inevitabilmente peseranno sui contribuenti». Il progetto della costruzione dell'impianto, che comunque richiederebbe almeno 7-8 anni per la realizzazione, nei piani dell'amministrazione comunale consentirebbe la dismissione dell'inceneritore al Picchianti, ma sul piano istituzionale l'iter burocratico è solo all'inizio. La rete dei comitati (dal coordinamento Rifiuti Zero a Medicina Democratica, lungo tutta la costa) si schiera apertamente contro il maxi termovalorizzatore, ritenuto un danno per la salute dei cittadini e per l'ambiente e incapace di soddisfare la richiesta occupazionale. «Meglio investire su un polo di impiantistica per il recupero e riciclaggio di metalli e carta sostiene Rossano Ercolini, di Ambiente e Futuro Lucca nella mia città è stato dimostrato che pratiche quali il porta a porta permettono una maggiore percentuale di differenziazione che, se incentivata, comporterebbe la diminuzione dei costi e una maggiore possibilità occupazionale, un'alternativa seria al mega inceneritore di cui si può e si deve fare a meno»
LIVORNO - Comitati in coro contro l'inceneritore
Il progetto di costruire un maxi termovalorizzatore a Livorno per smaltire i rifiuti urbani delle province di Livorno, Lucca, Massa-Carrara e Pisa è stato fermato dai comitati toscani uniti. Il piano interprovinciale di gestione dei rifiuti sostiene la costruzione dell'impianto, ma i comitati sostengono che è possibile un piano alternativo che non preveda l'incenerimento. Il comune di Livorno ha proposto la dismissione dell'inceneritore al Picchianti, ma l'iter burocratico è solo all'inizio.
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