Salvatore maiorca Tempi brevi sono possibili per la ristrutturazione della tonnara di Santa Panagia e la sua utilizzazione e valorizzazione con il museo del mare. Lo assicura il soprintendente dei Beni culturali e ambientali, Orazio Micale, facendo il punto sullo stato dell'arte. «La delibera della Giunta regionale che stanzia 11 milioni per il progetto è già alla registrazione della Corte dei conti. Appena la registrazione sarà fatta il dirigente assegnerà alla Soprintendenza la disponibilità delle somme. E la Soprintendenza ne informerà l'Urega (Ufficio regionale gare e appalti) che potrà così sbloccare la gara d'appalto attualmente sospesa». La gara infatti, già completamente istruita, era stata sospesa perché il finanziamento era venuto a mancare. Appena il finanziamento sarà disponibile l'appalto potrà essere aggiudicato all'impresa vincitrice. La quale a sua volta potrà iniziare i lavori. Destinazione dunque museo del mare? Nonostante la decisione dell'ex soprintendente Mariella Muti di farne un museo del paleolitico? Certe scelte non si compiono per una decisione del soprintendente di turno. La destinazione della tonnara di Santa Panagia era prevista nel progetto approvato e finanziato. E tale rimane. Il recupero prevede anche la ristrutturazione della vicina ex casermetta della Guardia di finanza, che sarà destinata ad alloggio del custode. L'ex magazzino delle reti diventerà sala multiuso, ristorante, impianti. I locali delle stalle conterranno accettazione e bar. L'ex cappella diventerà una sala conferenze. Quelli che erano alloggi diventeranno laboratori per il restauro dei reperti. Le sale espositive e gli uffici saranno allestiti nell'ex appiccicatoio. La pavimentazione interna, attualmente in marmette di cemento, sarà sostituita con pietra calcarea. L'altare della cappella sarà interamente restaurato. Dell'imponente struttura edilizia si vuol fare non solo un complesso museale tradizionale, ma anche un centro di attività costante per studi, convegni, seminari, ricerca, servizio culturale diversificato e fruibile: non solo una raccolta di reperti a testimonianza dell'antico rapporto fra uomo e mare, ma anche un luogo per iniziative occasionali e attività permanenti di studio e ricerca sul mare, sulle sue risorse naturali, sulle culture che si affacciano sul Mediterraneo. Si vuole realizzare, oltre alla testimonianza etnoantropologica, una funzionalità versatile quanto flessibile. 15072012