Favignana. Il primo nucleo dello Stabilimento - il cosiddetto edificio «Torino» - era stato costruito sul versante opposto a quello sul quale sorgevano gli antichi edifici (marfaraggio), per iniziativa del gabelloto genovese Giulio Drago che, dal 1860, aveva preso in esercizio gli impianti, dopo la rinuncia di Vincenzo Florio. Era già nelle intenzioni del Drago trasferire le attività più propriamente industriali in un'area lontana dal centro abitato, in nuovi locali per il confezionamento del tonno in barili sotto sale e in scatole di latta sott'olio. Solo dopo l'arrivo di Ignazio Florio, nuovo proprietario delle Egadi, a quel corpo di fabbrica si aggiunsero, tra il 1881 e il 1889, i grandiosi magazzini, le sale di confezionamento del pescato e le strutture di servizio per tutti gli addetti, oltre ad una vasta area aperta - denominata camposanto - destinata all'essiccazione delle teste dei tonni, per ricavarne olio per uso industriale. Dall'inizio del successivo decennio, invece, il nuovo artefice delle opere da realizzare nelle isole, per conto di Casa Florio divenne l'ingegnere Filippo La Porta. Quattro grandi tavole di progetto acquerellate, firmate dal La Porta, furono esibite nel 1891 all'Esposizione Nazionale di Palermo, per illustrare non soltanto le dimensioni, la struttura e la funzionalità degli ambienti, ma anche la correlazione tra tipologia architettonica e nuovo modello industriale. In questa nuova e moderna realtà produttiva, di molto somigliante alle cittadelle operaie continentali, si riuscì a organizzare un ciclo lavorativo che coinvolgeva alcune centinaia di addetti. Alla citata Esposizione del 1891-92, Casa Florio, nel proprio padiglione dedicato alla pesca del tonno, presentò tarantello e ventresca nelle innovative scatolette di latta con apertura a chiave. Con la costruzione dello Stabilimento, il rinnovato impulso dato alla pesca e alla commercializzazione del pregiato prodotto, sui principali mercati nazionali e stranieri, fu ampiamente ripagato dal successo, in termini di immagine e di profitto. E anche quando, nei primi decenni del '900, le sorti di quello che era stato il più importante gruppo industriale e finanziario siciliano apparivano segnate, lo Stabilimento Florio, pienamente attivo e produttivo, sopravvisse al fallimento della dinastia imprenditoriale. Oggi l'ex Stabilimento Florio di Favignana diventa il fulcro di un'offerta culturale che ha per temi i tanti aspetti della storia e dell'archeologia mediterranea riassunti nei meravigliosi contesti delle isole Egadi. Ora lo stabilimento è, purtroppo, un museo di se stesso che tenta di fare rivivere l'epopea di un passato glorioso attraverso immagini, suoni, filmati ed innovative istallazioni multimediali. Il restauro dell'ex Stabilimento Florio di Favignana, progettato dall'arch. Stefano Biondo, è stato realizzato grazie ai fondi europei del POR 2000-2006; i lavori, avviati dallo stesso arch. Stefano Biondo e poi diretti e completati dall'arch. Paola Misuraca, hanno rappresentato uno dei più significativi impegni, sia dal punto di vista finanziario che professionale, affrontato dai tecnici della Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali di Trapani. Oggi lo stabilimento racchiude degli spazi museali che fanno ripercorrere al visitatore, attraverso tecniche modernissime, la vita dell'antica tonnara. La realizzazione di una sezione di archeologia marina arricchirà ancor più questo splendido complesso. 14072012