(AGENPARL) - Roma, 13 lug - E' di oggi la lettera aperta scritta dalla presidente di Italia Nostra, Alessandra Mottola Molfino ed indirizzata al Ministro dei Beni Culturali, Lorenzo Ornaghi nella quale scrive: "Gentile signor Ministro professore Lorenzo Ornaghi, durante la sua visita a Napoli Lei ha annunciato che il prossimo presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali (organo scaduto da mesi e dunque non può assumere la presidenza di un organismo che non esiste) sarà il professor Francesco Maria De Sanctis, un eminente filosofo del diritto. Con il massimo rispetto per la persona questa scelta rappresenta, però, un vero schiaffo ai molti veri tecnici e grandi esperti del Patrimonio culturale italiano presenti in tanti ruoli, - Università, Soprintendenze, Musei -della storia dell'arte antica e moderna, e in quello della storia della tutela. Per rispetto ai valori storico artistici, archeologici, architettonici, paesaggistici che il Ministero tutela a norma dell'articolo 9 della Costituzione, è importante che il presidente del Consiglio superiore dei Beni Culturali sia scelto tra i massimi tecnici nel campo. Il Consiglio è continuamente chiamato a esprimersi su questioni decisive per la tutela e la conoscenza dei Beni Culturali, è il massimo organo tecnico del Ministero; fu guidato da Federico Zeri, mentre gli ultimi due presidenti sono stati Salvatore Settis e Andrea Carandini. Dovrà con urgenza esprimere il proprio vincolante parere sui modi della ricostruzione e restauro dei beni danneggiati dai terremoti dell'Abruzzo e dell'Emilia. Italia Nostra, anche a nome di tutti coloro che in Italia hanno a cuore la salvaguardia e la conoscenza del Patrimonio culturale chiede con forza che non vengano offese con una nomina non tecnica le competenze specialistiche che l'Italia vanta più di ogni altro paese al mondo. Questa vicenda segue di pochi giorni il caso della trasferta a Pechino di una importante serie di opere di musei statali e chiese fiorentine che pone all'attenzione dei cittadini, delle associazioni di tutela, come Italia Nostra, e dello stesso Ministero dei Beni Culturali, la questione dei rischi di prestiti effimeri e inutili cui viene sottoposto il nostro comune patrimonio storico e artistico. Lei ministro ha addirittura affermato (come riportato da 'Il Corriere della Sera' del 7 luglio) che 'bisogna lanciare operazioni di questo genere, anche correndo qualche rischio, altrimenti si paralizza la diffusione della cultura italiana oltre i confini nazionali': una affermazione illegittima, incostituzionale e irricevibile di cui attendiamo la smentita. Anche ammettendo che organizzare scambi di mostre tra Stati abbia ancora un qualche valore, bisognerebbe, almeno, concepire anche per questo genere di mostre diplomaticocommercialpropagandistiche un vero progetto scientifico (con l'intento di aumentare la conoscenza, trattando i visitatori come esseri pensanti e non come barbari da stupire) e con un 'rischio zero' per le opere. Lo impone l'articolo 67 del Codice dei Beni culturali (che, in assenza di queste caratteristiche, vieta che le opere varchino i confini della Repubblica), e lo imporrebbe la deontologia dei curatori e dei soprintendenti. In primo luogo si dovrebbe aver cura della tutela delle opere: e, invece, si mandano in lunghi e perigliosi viaggi pitture fragilissime, che non dovrebbero viaggiare per nessun motivo, e sculture in marmo che, come tutti sanno, sono più fragili del vetro. Queste mostre sono anche uno spreco da tagliare: schiere di funzionari del MiBAC accompagnano le opere avanti e indietro spesso al solo scopo di farsi una vacanza in paesi lontani; i trasporti e le assicurazioni raggiungono cifre vertiginose; i costosi cataloghi illustrati ripetono inutili banalità e studi più volte rimasticati. L'opinione pubblica ignora le conseguenze di queste imprese: può dirci il MiBAC quante opere vengono prestate con la loro autorizzazione ogni anno? Quali e quante opere sono tornate danneggiate? Quale è stato il 'ritorno' in termini economici e di prestigio culturale? Attendiamo dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali riscontri precisi a queste richieste. Noi difendiamo i musei che subiscono tagli e chiusure in tutto il Paese; ma che, per le mostre, vengono usati come bancomat e spogliati dei loro simboli identitari. Si stroncano le istituzioni permanenti, che producono coesione sociale e educazione alla cultura e alla creatività, e si privilegiano gli eventi effimeri che producono nei cittadini una devastante diseducazione ai valori duraturi: mostre, notti bianche, feste della moda, cene davanti alle opere d'arte in cambio di pochi spiccioli. Il patrimonio storico e artistico italiano è diffuso e fuso all'ambiente e va tutelato, conosciuto e comunicato nella sua dimensione organica e continua. È inaccettabile ogni politica culturale che si concentri sui cosiddetti capolavori 'assoluti' (cioè, letteralmente, 'sciolti': da ogni rete di rapporti significanti) per espiantarli e forzarli in percorsi espositivi dal valore conoscitivo nullo. In altre parole, in Italia gli eventi stanno uccidendo i monumenti: e occorre, dunque, una drastica inversione di rotta. Nella stragrande maggioranza, le mostre di arte antica sono pure operazioni di marketing che strumentalizzano le opere, ignorano la ricerca e promuovono una ricezione passiva calcata sul modello televisivo. Come presidente i Italia Nostra insieme ai firmatari di questa lettera (Salvatore Settis, Tomaso Montanari, Alessandro Nova, Francesco Caglioti) chiediamo con urgenza una severa moratoria per quelle mostre che non hanno contenuti culturali e che mettono a rischio le opere più preziose senza uno scopo serio e valido culturalmente, ma solo per fare mercato e spettacolo. Accompagnata da una discussione aperta e dall'adozione di un codice etico.Alessandra Mottola Molfino, presidente Italia Nostra". Come precisato da Italia Nostra in calce alla nota la lettera contro le 'trasferte' di opere d'arte è stata inviata al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ai presidenti di Senato, Renato Schifani e della Camera dei deputati Gianfranco Fini, al presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti e al Ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi.
BENI CULTURALI: ITALIA NOSTRA, "SIGNOR MINISTRO...COSì NON VA!"
La presidente di Italia Nostra, Alessandra Mottola Molfino, ha scritto una lettera aperta al Ministro dei Beni Culturali, Lorenzo Ornaghi, in cui critica la nomina del nuovo presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali, Francesco Maria De Sanctis, che secondo lei non è un tecnico specializzato nel campo. Mottola Molfino chiede che il presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali sia scelto tra i massimi tecnici nel campo e che non vengano offese le competenze specialistiche che l'Italia vanta più di ogni altro paese al mondo. La lettera è stata inviata anche al presidente della Repubblica, ai presidenti del Senato e della Camera, al presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dei Beni culturali.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo