La scheda QUANDO si dice "il peso della cultura". Peso non indifferente, visto che da settembre tutti i musei comunali della città potrebbero costare un euro in più. Un aumento che mal si concilia con il sensibile calo di visitatori nel primo semestre del 2012 di almeno il 15 rispetto al 2011, con l'eccezione dei Musei Capitolini, "Re Mida" della bigliettazione, che reggono alla crisi grazie al successo della mostra blockbuster "Lux in Arcana". L'aumento del biglietto dipenderebbe dalle sorti della proposta sul bilancio di previsione del 2012, ancora in fase di approvazione, che prevede una modificazione delle tariffe del 2011 per musei, aree e siti archeologici e monumentali del Comune. A frenare l'ipotesi di rischio è l'assessore capitolino alla Cultura Dino Gasperini che liquida la questione come «un ingiustificato allarmismo »: «Non mi risulta che la proposta in bilancio preveda un costo maggiorato di un euro a carico dell'utenza dei musei. Si tratta solo una diversa ripartizione interna agli introiti della bigliettazione ». Eppure dagli uffici del Campidoglio viene ribadita la prospettiva di un aumento dei costi d'ingresso per tutto il circuito dei musei civici, nessuno escluso. Persino un museo delizioso ma "piccolo" come il Bilotti di Villa Borghese, dove il biglietto base è di 5,50 euro, e con la mostra temporanea di routine arriva a 7 euro, rischierebbe di schizzare ad 8. Quando con la stessa cifra si può acquistare il biglietto cumulativo valido tre giorni per le 4 sedi del Museo nazionale romano statale (Palazzo Massimo, Terme di Diocleziano, Palazzo Altemps e Crypta Balbi). O addirittura con 6 euro si possono visitare in sette giorni Terme di Caracalla, Mausoleo di Cecilia Metella e Villa dei Quintili. Per gli stessi Capitolini, sulla base della proposta, la tariffa per i residenti passerebbe da 7,50 a 8,50 euro e quella per i non residenti da 8,50 a 9,50, cui vanno aggiunte le integrazioni variabili in base alla presenza di mostre con un massimo di 3,50 euro. La soglia slitterebbe fino a 13 euro, a fronte dei 12 per il biglietto cumulativo da due giorni per i 37 ettari di Colosseo, Foro e Palatino. Una proposta che oggi si andrebbe a sommare ad una parabola di rincari avviata già dal 2009. «Aumentare il biglietto è una politica suicida», denuncia il consigliere pd Paolo Masini: «Invece di investire e rilanciare il patrimonio, si fanno scelte per allontanare il pubblico e ancora una volta sono i cittadini a farne le spese. Per questo proporrò un emendamento per togliere questa tassa iniqua». Costi più alti che dovrebbero fare i conti con il flusso di visitatori: «Nel primo semestre c'è stato un calo oggettivo del 15 per cento, con l'eccezione dei Capitolini. Solo l'Ara Pacis ha registrato 20mila visitatori in meno rispetto al 2011 dichiara Natale Di Colla, segretario regionale per la funzione pubblica della Cgil Non si può aumentare il costo della cultura quando l'offerta non è adeguata. Il calo è dovuto a mostre sempre meno importanti e alla mancanza di investimenti. Oltre al fatto che il contratto dei lavoratori del settore è scaduto da tre anni». Tant'è che ieri quasi tutti i musei sono rimasti chiusi per lo sciopero del personale proclamato dalle sigle sindacali.