Inaugurata ieri, dopo nove mesi di restauri, l'aula di Palazzo Chiaramonte Steri alla presenza del ministro dell'Università Profumo E per far festa arrivano dalla vicina galleria dell'Abatellis tele del '700 custodite nei magazzini Il rivestimento dello spazio è stato realizzato nel rispetto della scelta dei materiali e dei colori del restauro degli anni '70 di Carlo Scarpa. Sono arrivati Davide e Abigail, l'Arcangelo Michele e l'Angelo custode, Mosè e perfino la Madonna della Vittoria: tutti lì a celebrare una rinascita. Quella della Sala delle Capriate di Palazzo Chiaramonte Steri. Ma se tante celebrità sono solo raffigurate sulle tele settecentesche trasportate qui dalla vicina Galleria Abatellis e sottratte alla polvere dei magazzini, per la presentazione del restauro s'è scomodato perfino il ministro Francesco Profumo in carne e ossa, gradito ospite del rettore Roberto Lagalla, come il sindaco Leoluca Orlando e il cardinale Paolo Romeo. Durante la cerimonia di ieri allo Steri - vero atlante della storia, spesso tragica, di Palermo - è stato consegnato il Premio Pitrè all'antropologo Antonino Buttitta, mentre Roberto Bettola, responsabile Territorio Sicilia di UniCredit, ha premiato lo studente titolare della Genius Card numero 10 mila. Infiltrazioni, resine e termiti sono stati i nemici sconfitti da questo restauro durato nove mesi e condotto da Costanza Conti e dalla sua squadra, in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni culturali di Palermo che ha curato l'Alta sorveglianza e con il contributo di un esperto di entomologia applicata ai beni culturali come Giovanni Liotta. Disinfestazione, pulitura, asportazione, risarcitura, colorazione, consolidamento, le tappe fondamentali. Spiega la Conti: «Si è proceduto al restauro e al risanamento della copertura in legno, realizzando anche un sistema di ventilazione coibentazione naturale in grado di assicurare la traspirazione degli elementi lignei, scongiurando quei fenomeni di condensa che hanno favorito nel tempo l'innesco dei degradi. I lavori hanno consentito di riportare la copertura nelle condizioni di sicurezza e funzionalità ottimali». L'intervento ha riguardato anche la sala, dove infiltrazioni avevano compromesso il rivestimento in stucco veneziano mentre lampade alogene accostate alle pareti e atti di vandalismo perpetrati negli anni avevano contribuito ad accelerare il deterioramento dei rivestimenti interni. «Il rifacimento dell'intero rivestimento dello spazio è stato realizzato nel rispetto della scelta dei materiali e dei colori del restauro degli anni '70 di Carlo Scarpa. Sulle pareti un nuovo pannello nasconde gli impianti tecnologici, facilmente ispezionabili». Inoltre la sala, destinata a mostre e conferenze, è stata dotata degli indispensabili impianti di illuminazione, diffusione sonora e videoproiezione. Particolare attenzione è stata riservata al sistema di illuminazione: «Sono stati previsti adeguati scenari che contribuiscono a valorizzare il soffitto ligneo, i quadri provenienti dall'Abatellis e il portale di ingresso. Il sistema di illuminazione è stato realizzato anche per garantire adeguati livelli di illuminazione per le diverse funzioni della sala, conferenze, seminari, videoproiezioni». Giovannella Cassata, dirigente responsabile della Galleria interdisciplinare Palazzo Abatellis, sottolinea le analogie tra Steri e Abatellis: «Rappresentano due eccellenze monumentali di architettura palaziale. Inoltre i due siti sono stati oggetto di interventi pro-gettuali di Carlo Scarpa che ne sottolineano e rinnovano la relazione ormai storicizzata». Poi le dichiarazioni istituzionali. Per Profumo «è un giorno di contentezza per l'Università che fa notevoli sforzi per migliorarsi». Lagalla sfoggia i risultati ottenuti, dall'aumento dei finanziamenti ai premi sull'innovazione, dal miglioramento dei servizi agli studenti, ai restauri. Appunto. E Orlando: «Non bisogna fare solo cose nuove ma anche far nuove le cose che ci sono». Se poi Santa Rosalia ci dà una mano...