Italia Nostra contesta le scelte del ministro. E i «pericolosi spostamenti» delle opere d'arte Una lettera di protesta, inviata ieri, alle più alte cariche dello Stato (cominciando dal presidente Napolitano) e al ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi. E, immediatamente a seguire, una raccolta di firme per chiedere il blocco, ragionato, «di tutte quelle mostre che oggi mettono a rischio capolavori inestimabili dell'arte italiana senza uno scopo serio e valido culturalmente, ma soltanto per fare mercato e spettacolo». Questa la risposta di Italia Nostra (la Onlus che da tempo si occupa della salvaguardia dei beni culturali, artistici e naturali italiani) alla recentissima apertura della mostra a Pechino (titolo Il Rinascimento a Firenze. Capolavori e protagonisti) che vedrà esposti al Museo nazionale cinese, fino al 30 aprile, una serie di capolavori firmati (tra gli altri) da Raffaello, Michelangelo, Leonardo, mostra definita proprio da Ornaghi «la più grande nel suo genere a uscire dai confini nazionali». «Si dovrebbe avere maggior attenzione per queste opere fragilissime e non mandarle sempre in giro» spiega Alessandra Mottola Molfino, presidente di Italia Nostra. Il riferimento è alla mostra cinese ma anche a quella già annunciata, sempre a Pechino, sul Barocco a Roma. Come al corredo «di cataloghi inutili, banali e privi di interesse» realizzati in occasione di questi maxi-eventi e alle «schiere di funzionari del Mibac che si spostano con le opere». La lettera di Italia Nostra (firmata, tra gli altri, anche da Salvatore Settis e Tomaso Montanari) tocca poi un altro argomento spinoso: la recentissima nomina a presidente del Consiglio superiore dei beni culturali di Francesco Maria De Sanctis: «In un momento di crisi come questo dice sarebbe stato meglio scegliere un vero tecnico dei beni culturali piuttosto che un filosofo del diritto, con tutto il rispetto per De Sanctis». Una nomina, la sua, paragonata a uno «schiaffo alla preparazione dei nostri tecnici, che forse sarebbero stati più utili a gestire questi tempi critici». Mentre nell'Emilia post-terremoto «si continua a spendere nella protezione civile e non nel restauro». E mentre brucia ancora l'arresto di Marino Massimo De Caro, scelto come direttore della Biblioteca dei Girolamini di Napoli appunto da Ornaghi, finito in prigione nell'ambito dell'inchiesta sulla sparizione di libri dalla stessa biblioteca: «una scelta quantomeno inadatta» la definisce Italia Nostra.
La nomina ai Beni culturali? Uno schiaffo ai nostri tecnici
Italia Nostra ha inviato una lettera di protesta al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi, contestando le scelte del ministro. La società ha anche lanciato una raccolta di firme per bloccare le mostre che mettono a rischio capolavori italiani senza uno scopo serio e valido culturalmente. La lettera si rivolge alla mostra a Pechino, "Il Rinascimento a Firenze", che vedrà esposti capolavori firmati da Raffaello, Michelangelo e Leonardo. Italia Nostra sostiene che queste opere fragilissime non dovrebbero essere spostate in giro senza una maggiore attenzione.
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