Bergamo riaprirà le porte di uno dei suoi più grandi patrimoni e i bergamaschi potranno goderne finalmente dopo sei anni di chiusura. Stiamo parlando dell'Accademia Carrara che sarà riaperta al pubblico il 31 maggio 2014 al termine dei lavori di ristrutturazione, adeguamento e messa in sicurezza dei locali e in conclusione del riallestimento museale che verrà effettuato in sinergia tra il Comune di Bergamo e la fondazione Creberg A comunicarlo è stato ieri l'assessore ai Lavori pubblici Alessio Saltarelli insieme all'assessore alla Cultura Claudia Sartirani durante la riunione della quarta commissione consiliare. «Siamo ormai al termine di un lungo percorso che è stato difficoltoso ma che doveva essere portato a termine perché l'Accademia Carrara merita un rispetto enorme - hanno detto i due assessori -. Ci saranno due commissioni che collaboreranno a stretto contatto con la fondazione Creberg per fare in modo che i lavori vengano svolti nel migliore dei mode . Il contributo offerto dalla fondazione Creberg per il riallestimento è pari a L. 250.000 euro di cui 250.000 euro verranno sfruttati per il progetto esecutivo, gli studi artistici e architettonici del caso. Con questo viene così definitivamente accantonata l'idea di realizzare una sala ipogea all'interno dell'Accademia Carrara che era stata proposta e approvata in passato ma che era poi saltata per problemi logistici perché i lavori si sarebbero sovrapposti a quelli di ristrutturazione. La speranza dell'amministrazione è che i tempi vengano accorciati il più possibile e di riuscire così a riaprire le porte dell'Accademia già ad aprile e che le spese per il progetto vengano contenute il più possibile, ma la cautela - sottolineano gli assessori - è d'obbligo. La commissione ha anche approvato un'altra delibera di Giunta che riguarda il sociale: all'interno dell'ambito infatti è stata progettata una gestione associata del Servizio di assistenza educativa domiciliare minori e famiglie che sia condiviso tra i comuni di Bergamo, Orio al Serio, Ponteranica, Sorisole, Torre Boldone. «Cerchiamo un servizio di qualità - ha riferito Leonio Callioni, assessore alle Politiche sociali di Bergamo - che coinvolga più comuni in modo da rendere la problematica di tutti e poterla gestirla al meglio».