Evidenziata l'esigenza di modificare il progetto delle scale mobili e quello della terrazza Il ministero per i Beni culturali non chiude la porta, tutto sommato. Anzi, a ben vedere ne lascia una... semi-aperta. Ma a precise condizioni: ridefinire il progetto di riqualificazione del Fontego dei Tedeschi e, quindi, rivedere sostanzialmente due punti: la terrazza sul tetto e le scale mobili. Insomma, non proprio quisquilie. Ma tant'è. In ogni modo niente a che vedere con una sonora "bocciatura", ma un "richiamo" deciso. Ed è questa la "filosofia" che contraddistingue il parere del comitato di settore del Consiglio superiore dei Beni Culturali, che è stato recapitato in questi giorni alla Direzione regionale per i Beni culturali del Veneto. La nota giunta al dirigente Ugo Soragni comunque parla chiaro. Il Ministero non lascia nulla al caso sottolineando soprattutto come il "progetto sia sovradimensionato - si legge nel parere del Comitato redatto dal suo presidente Giovanni Carbonara - rispetto alle antiche strutture che meriterebbero, invece, maggiore considerazione e, sotto il profilo funzionale, più contenute pretese». E non manca quindi l'affondo: «Il Comitato - si aggiunge - ritiene che la proposta in esame, pur apprezzabile nell'intento di assicurare una funzione all'edificio, altrimenti a rischio di ulteriore degrado, debba essere riconsiderata avendosi come obiettivo un intervento più limitato e più consono al contesto architettonico e anche urbano». In sostanza il Comitato di settore, che ricordiamo ha solo parere consultivo e non vincolante, ribadisce la necessità di una "rivisitazione" del piano redatto dall'architetto olandese Rem Koohlaas. E proprio su questo il Comitato non ha, comunque, parole tenere. «Il progetto, così come proposto, - si dice - risulta carente di elementi che consentano di valutare appieno l'interferenza dell'intervento, sia per la parte archeologica che per la sua funzionalità e staticità; privo di un'indagine storico-filologica analitica che consenta di ripercorrere effettivamente le vicende del complesso; di datarne le murature; di definire con precisione la consistenza delle modifiche strutturali novecentesche». Insomma, una nota da Roma che, pur esprimendo giudizi pesanti, punta a rimettere la palla al centro "riconsegnandola" alla Direzione regionale e alla Soprintendenza per i Beni Artistici e Architettonici, e "allargando la cerchia" anche a quella per i Beni Archeologici. E proprio dalla Soprintendenze e dalla Direzione regionale verso il progetto Fontego non si era stati teneri nell'aprile scorso tanto che i pareri giunti nella Capitale da Venezia avevano parlato di "progetto sovversivo" per il Fontego. Ora, di fronte a questo spiraglio offerto dal Comitato di settore, potrebbe scattare una vera e propria mediazione per evitare il muro contro muro. Ma lo si capirà solo in futuro.
VENEZIA - Fontego, ecco cosa va cambiato
Il Ministero per i Beni culturali ha ricevuto un parere consultivo del Comitato di settore del Consiglio superiore dei Beni Culturali, che ha espresso una forte critica al progetto di riqualificazione del Fontego dei Tedeschi a Venezia. Il progetto, proposto dall'architetto olandese Rem Koohlaas, è stato considerato sovradimensionato e privo di elementi che consentano di valutare appieno l'interferenza dell'intervento sull'edificio e sulla sua funzionalità e staticità. Il Comitato ha anche criticato la mancanza di un'indagine storico-filologica analitica e la carenza di precisione nella definizione delle modifiche strutturali novecentesche.
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