Scelte mirate al risparmio energetico e per valorizzare tutti i reperti L'assessore soddisfatto: «Soluzione che modernizza il nostro museo» Gli interventi Due ditte eseguiti bresciane dalla Loggia hanno studiato fanno parte e costruito del nuovo piano il prototipo di gestione delle teche. L'entrata di Santa Giulia nella lista delle meraviglie mondiali patrimonio dell'Unesco non può bastare, da sola, ad attirare nuovi visitatori nel museo cittadino. Per farlo bisogna mettere in atto tutte quelle azioni in grado di valorizzare ciò che vi è contenuto, e in particolare le eccellenze. Azioni messe già nero su bianco, che fanno parte del piano di gestione consegnato all'Unesco a Parigi per avviare l'iter di iscrizione nella lista del Patrimonio mondiale del sito seriale «I Longobardi in Italia. I luoghi del Potere (568-774 d.C)». Azioni che iniziano a concretizzarsi in un progetto di valorizzazione delle vetrine che ospitano i reperti longobardi provenienti da Brescia e dal territorio e che oggi sono dotate di un nuovo sistema di illuminazione al led. Dalle dieci vetrine che fanno parte del percorso longodardorum sono state rimosse le vecchie e costose lampade a fibra ottica per sostituirle con un impianto illuminotecnico in grado di rendere maggiormente visibili i preziosi reperti in una prospettiva di risparmio energetico, altro tema molto caro all'Unesco per la salvaguardia delle risorse del pianeta. Al fine di valorizzare e rendere ancora più attrattiva la sezione longobarda di Santa Giulia, allestita in una manica di collegamento tra il chiostro rinascimentale nord e la cosidetta aula capitolare del monastero, le dieci teche metaliche che compongono la sezione sono state modificate e dotate di una luce al led fissata ad una barra superiore capace di illuminare tutta la vetrina, supportata però da tanti altri faretti più piccoli (sempre dotati di tecnologia led) a fascio di luce stretto in grado di far risaltare i dettagli delle opere esposte. Due le ditte bresciane che si sono occupate dei lavori di sostituzione e posa delle nuove lampade, l'una specializzata in impianti illuminotecnici, l'altra chiamata a computerizzare e dimerare i led, permettendo così di ottenere sempre nuovi scenari personalizzati in base a ciò che si vuole valorizzare. Per realizzare un prodotto tanto innovativo la ditta di illuminotecnica ha provveduto direttamente in azienda a realizzare una prototipazione di una vetrina in scala 1:1, così da poter percepire in tempo reale e dal vivo gli effetti scenografici creati dai nuovi apparecchi luminosi a led. Led in grado di valorizzare non solo ciò su cui punta il faro, «ma anche di rappresentare un elemento strategico nell'ottica del risparmio energetico e della corretta fruibilità delle opere d'arte da parte dei visitatori», ha spiegato la responsabile del Musei Civici di Brescia Francesca Morandini. Basso consumo e risparmio energetico sono i vantaggi più immediati che si possono ottenere dalle luci al led, insieme alla lunga durata (stimata intorno alle 50 mila ore a fronte delle 1.500 delle luci alogene), all'assenza dei costi di manutenzione (sostituzione ogni 10 anni), all'elevato rendimento e al funzionamento in sicurezza. Insomma, l'amore per l'arte può passare anche dall'illuminazione «verde» che sappia valorizzare i gioielli di Santa Giulia guardando con interesse al risparmio energetico e all'innovazione tecnica. Inoltre, appositi telecomandi tecnologicamente di altissima definizione che governano le singole lampade danno la possibilità di comporre scenari personalizzati tramite un software dedicato. Il tutto per la «modica» spesa di 30 mila euro. «Questa nuova tecnologia sarà in grado di modernizzare percorso museale, rendendolo più accattivante e meno monotono - ha commentato l'assessore alla Cultura Andrea Arcai - Il secondo passo sarà quello di attrezzare anche altre aree del museo con luci al led e di inaugurare il percorso museale del Capitolium per rendere ancora più attrattiva l'offerta di Santa Giulia».