Se non basteranno i nostri fondi per sistemare l'impianto di condizionamento, ci sarà bisogno del ministero Appena 130 mila euro l'anno per le manutenzioni di una «macchina» che ospita 17 mila fra studiosi e cittadini l'anno, che ha 85 chilometri di scaffali stendendoli da piazza Beccaria si arriva fino a Lucca , 600 fondi, circa 60 dipendenti e materiali che dall'VI secolo dopo Cristo arrivano ai nostri giorni. Forse è per questo che all'Archivio di Stato di Firenze, il più visitato del paese, l'impianto di condizionamento è insufficiente tanto che sei responsabili di fondi archivistici dell'ente nato nel 1852 mercoledì hanno scritto al ministro della cultura, Lorenzo Ornaghi, chiedendo interventi urgenti perché nei depositi la temperatura è arrivata a 36 gradi e le preziose pergamene e gli antichi documenti sono a rischio (andrebbero conservati a temperature molto più basse). La lettera sottolinea l'impegno della direttrice Carla Zarrilli e «l'emergenza», chiedendo al ministro che lo straordinario patrimonio sia conservato per le generazioni future. Un allarme che la direttrice ha fatto proprio, anche se chiarisce che ad oggi non si sono verificati danni. Ieri dal ministero hanno fatto sapere che la lettera con l'allarme lanciato dai funzionari dell'ente è stata letta da Ornaghi, che il ministero ho preso coscienza del problema, e che si sta già lavorando per una soluzione rapida. Dottoressa Zarrilli, i sei responsabili di fondi dell'Archivio parlano di «gravissimi rischi di deterioramento» del vostro patrimonio a causa del mancato funzionamento dell'impianto di condizionamento: che accade? «I funzionari, una piccola minoranza rispetto al totale, sono giustamente preoccupati ma sono stati con la loro lettera al ministro "più realisti del re". Non è corretto dire che l'impianto di condizionamento è guasto. Il problema non è nuovo ed è causato dal fatto che l'edificio, pur essendo stato inaugurato negli anni Ottanta è vecchio, con grande dispersione di calore, e gli impianti anche. Ma non è che non funziona nulla, è che funzionano al minimo. Da tempo ho chiesto soldi al ministero per la manutenzione dell'impianto di climatizzazione, anche se andrebbe cambiato, ma non ho mai avuto risorse e ora la situazione è grave». I suoi dirigenti parlano anche di 36 gradi nei depositi. «Nei giorni passati ero in Cina per la presentazione della grande mostra sul Rinascimento a cui partecipiamo e appena tornata ho fatto un giro nei depositi ed effettivamente le temperature erano elevate. Ma ho riscontrato anche che non ci sono danni, neppure alle pergamene dell'ottavo secolo». Ma si possono escludere danni? «Come le dicevo non li ho riscontrati. Certo se la situazione si prolungasse. Per questo nella lettera che ho scritto ieri al ministro, al direttore generale degli archivi per la Toscana e al direttore generale degli archivi del ministero, per accompagnare la missiva dei sei nostri funzionari che ho inoltrato per doverosa conoscenza, ho sottolineato che il nostro patrimonio non ha subito danni, ma ho precisato che con questa situazione climatica nel lungo periodo sono possibili danni». In attesa della risposta ufficiale del ministero cosa si può fare? «Nei giorni scorsi, vista la situazione, ho chiesto un preventivo alla ditta che si occupa della manutenzione della climatizzazione per interventi di urgenza che rimedino alla situazione: appena il preventivo mi arriverà, come ho scritto al ministero, lo girerò a Roma. Se basterà qualche decina di migliaia di euro forse posso trovarli risicando il nostro budget qui e là, altrimenti serviranno risorse eccezionali da parte del ministero. E spero che queste risorse arriveranno». L'Archivio ha altri problemi? «Ho segnalato al ministero, sempre ieri, che non abbiamo più spazi, dove ad esempio mettere il materiale che ci arriverà dai piccoli tribunali soppressi, il fatto che nei prossimi mesi andranno in pensione alcuni dei nostri funzionari e che questo ci preoccupa, oltre al problema del condizionamento. Non so che esito avrà la mia segnalazione, sappiamo che è un momento difficile per il Paese. Ma spero che ci siano le risorse per superare la situazione attuale».
FIRENZE - Rischi davvero gravi: l'Archivio di Stato rilancia. Ornaghi: rimedi rapidi. La direttrice: Tante emergenze, zero risorse
L'Archivio di Stato di Firenze, il più visitato del paese, ha un impianto di condizionamento insufficiente che ha portato a temperature elevate nei depositi, a 36 gradi, con rischio di deterioramento del patrimonio archivistico. I funzionari dell'ente hanno scritto al ministro della cultura, Lorenzo Ornaghi, chiedendo interventi urgenti. Il ministero ha preso coscienza del problema e sta lavorando per una soluzione rapida. L'Archivio ha altri problemi, come la mancanza di spazi e la pensione di alcuni funzionari. I funzionari hanno chiesto risorse eccezionali per superare la situazione attuale. Il ministero ha promesso di lavorare per una soluzione rapida.
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