In due chilometri c'è di tutto, a due passi dagli scavi. I comitati: "È così da anni" MATERASSI, divani, frigoriferi, tv, sanitari, l'arredamento per interi appartamenti giace ammucchiato in quella che è diventata una vera e propria discarica a cielo aperto. Eppure siamo a due passi dagli scavi archeologici di Ostia Antica e dentro la Riserva statale del litorale romano, un'area che si estende per 15.900 ettari da Palidoro a Castel Fusano. Tra via Due rami e via della Macchiarella si trova via del Collettore secondario, una strada sterrata costeggiata dal canale con la cui acqua si irrigano le colture tutte intorno. Per oltre due chilometri i margini della via sono occupati da una lunga distesa d'immondizia di ogni genere: dai pneumatici, ai calcinacci di cantiere, fino alle tegole di eternit. Molti detriti sono stati bruciati, liberando sostanza nocive nell'ambiente circostante. La situazione di degrado è stata denunciata più volte, invano, da Gianluca Cavino, presidente dell'associazione Art. Ide attiva nel XIII municipio: «Un'esperienza mai vista in quindici anni di politica attiva sul territorio a difesa dell'ambiente. Da almeno cinque anni i rifiuti sono lì, l'erba e le piante vi sono cresciuti sopra. Il rischio è la contaminazione del terreno attraverso la stratificazione dei detriti, bisognerebbe fare delle analisi per capire se sono tossici visto che nei dintorni ci sono varie aziende agricole e ci troviamo all'interno di una riserva naturale. La discarica è unica nel suo genere per la quantità di materiali rinvenuti e per il tempo in cui sono stati accumulati». Per avere un'idea dell'estensione temporale della problematica, basti pensare che tra i sacchi di immondizia ce ne sono alcuni dell'Amnu, la vecchia denominazione dell'Ama, l'ente di raccolta rifiuti della capitale che ha cambiato nome nel 1994. Il piano di gestione della zona, dichiarata riserva statale nel 1996, «non è mai stato approvato in via definitiva continua Cavino ed il consiglio d'amministrazione ha finito il mandato e non è stato ancora rinnovato, siamo in attesa che la Regione nomini un commissario ad acta. Se non ci sono organi di controllo la situazione può solo peggiorare». Il triste spettacolo si ripete in via della Macchiarella, dove anche la raccolta ordinaria non sembra essere a regime, almeno a giudicare dai cassonetti stracolmi e circondati di numerosi sacchi di immondizia. «È sempre stato così si sfoga un abitante del posto quella sporcizia sta lì da anni e nonostante le proteste non è cambiato nulla». Alessandro De Fini, presidente dell'associazione Segni di Legalità, insieme a Cavino, ha realizzato un dossier fotografico di oltre 400 foto: «Abbiamo trovato di tutto, da rifiuti arborei provenienti da potature a ruote utilizzate per la macinazione in cemento armato che per la loro mole e il loro peso non possono essere stati trasportati con semplice autovetture».