Lottomatica spa, società attiva nel business dei giochi e delle scommesse, ha registrato nel 2004 ricavi record, e solo a gennaio 2005 ha incassato oltre mille milioni. Da mesi il mercato vocifera di un dividendo straordinario che la società potrebbe decidere di distribuire dopo il cda dell'8 marzo. Il gioco del Lotto quindi va a gonfie vele, e il Tesoro fa incetta di denari e li ridistribuisce al ministero dei Beni culturali. La legge 662 del 1996 stabilisce infatti che al ministero dei Beni culturali vada una quota degli utili derivanti dall'estrazione del Lotto del mercoledì, al fine di mantenere, restaurare e ampliare il patrimonio della penisola, spesso trascurato o lasciato a se stesso. Il piano 2004-2006 del Governo per la valorizzazione dei beni culturali è stato prodigo con le regioni del Sud, alle quali sono andati complessivamente 59 milioni. Molto meno prodigo invece con le regioni del Nord-Est che hanno percepito complessivamente 9.614.392 euro. Il Governo infatti nel suo Piano triennale ha erogato per l'intero Paese una cifra pari a 332 milioni. Al Nord-Est quindi sono andate le briciole, esattamente il 2,8 della cifra totale. In realtà, a percepire una parte dei finanziamenti sono stati il Veneto e il Friuli-Venezia Giulia. Il Veneto ha ricevuto, per i tre anni (2004-2006), 3.012.831 euro. Ripartiti tra due poli: il Museo archeologico nazionale di Adria (754.758 euro) per il restauro, l'ampliamento e gli allestimenti delie sale; e la Villa imperiale a Galliera Veneta (2.258.073 euro per il restauro della villa e l'apertura al pubblico con biblioteca, centro culturale e museo). Ma a Villa imperiale i soldi del 2004 non sono arrivati, sono stati erogati solo per il 2005 e il 2006, quindi i lavori sono tutti da iniziare. In Friuli-Venezia Giulia ha ricevuto finanziamenti dal fondo dei Lotto solo li Comune di Grado (Gorizia) per il Museo dell'archeologia subacquea (1.862.437). Due tranche per due progetti diversi. La prima, di 1.154.811 euro, per la prosecuzione del restauro e il consolidamento dei legni della nave romana lulia Felix, e, insieme, per l'allestimento del museo. La seconda (707.626 euro), esclusivamente per completare il restauro della nave. Anche le Province autonome di Trento e Bolzano hanno ricevuto finanziamenti dal Lotto, Bolzano ha visto fluire nelle sue casse ben 3.645.929 euro. Per restaurare le pareti e le volte, con elementi in pietra e pitture murali, della Chiesa dei Domenicani (159.941 euro). E per restaurare il chiostro della Chiesa (per un totale, sui tre anni, di 545.107 euro). Sempre in Alto Adige, altri interventi sono in corso nell'insediamento protostorico di Terlano (201.252 euro), nel sito neolitico Plunacker di Villandro (208.785 euro) e infine nel convento dei francescani di Bolzano, per la catalogazione di manoscritti e libri antichi e, in generale, per l'opera di catalogazione degli archivi musicali nei conventi, nelle chiese e nelle case dei privati (60mila euro il primo e oltre 66mila il secondo). Un intervento straordinario ha poi riguardato il restauro del Monumento della Vittoria (Bolzano) per il quale sono stati erogati 2.404.917 euro per il programma 2004-2006. In definitiva la Provincia autonoma di Bolzano ha ricevuto più delle singole regioni, e questo ha sollevato le proteste di alcune soprintendenze che ritengono che Bolzano avesse già molte risorse in cantiere, a differenza delle Regioni che ricevono dallo Stato finanziamenti sempre più esigui. Il dirigente dell'assessorato alla Cultura della Regione Veneto, Angelo Tabaro, dice: «Il ministero ha fatto le ripartizioni con criteri autonomi, sulla base delle richieste delle soprintendenze locali, ma non ha interpellato gli uffici tecnici della Regione che monitorano tutto il territorio. La Regione, come istituzione, non ha neanche visto passare i finanziamenti derivanti dal gioco del Lotto». L'iter prevede che le soprintendenze locali segnalino ai direttori regionali i lavori che potrebbero ricevere il finanziamento. Questi li valutano e li trasmettono al ministero che decide. Ma il direttore regionale per i Beni culturali e il paesaggio del Veneto, Pasquale Malara, interpellato sull'argomento risponde: «Occupo questo posto solo dal 2004 e non mi sono occupato delle valutaziom degli interventi».