Arrestato un fruttivendolo: deteneva marijuana e un «tesoro» archeologico Arrestato un fruttivendolo barrese che nelle sue abitazioni deteneva dei reperti archeologici e coltivava marijuana. Sono stati i carabinieri di Barrafranca, dipendenti dalla compagnia di Piazza Armerina, guidata dal capitano Rosario Scotto di Carlo, ad arrestare, nella tarda serata di mercoledì, il fruttivendolo barrese Filippo Giuseppe Spagnolo, di 56 anni, già noto alle forze dell'ordine. Nell'ambito dei servizi finalizzati al contrasto dello spaccio di droga, i carabinieri della stazione barrese hanno effettuato le perquisizioni nelle abitazioni di Spagnolo. Prima nel salone dell'abitazione di campagna, di contrada Torre, i militari hanno trovato dei reperti archeologici di dubbia provenienza - due anfore, un piatto, un resto parziale di capitello e due cocci - che sono statii sequestrati. Poi, i carabinieri, hanno perquisito anche la casa di città di Spagnolo, con due differenti ingressi in via Trento e in via Minghetti. Nel bagno del pianterreno della casa sono stati trovati 23 fusti e infiorescenze di cannabis indica per il peso di un chilo e duecento grammi pronti per l'essiccazione. Nei pressi del bagno poi un contenitore di vetro contenete novantadue grammi di cannabis indica, vicino al contenitore un sacco di plastica usato per il terriccio e utilizzato per conservare un chilogrammo di foglie di cannabis indica. I militari hanno continuato la perquisizione. Su una prima rampa di scale hanno trovato adagiato un bilancino di precisione utilizzato per la pesatura della droga. Al secondo piano una vera e propria serra artificiale. Infatti in una prima stanza, agganciato al soffitto, è stato scoperto un sistema di lampade artigianale, nonché cinque timer utili per l' illuminazione a tempo e la coltivazione delle piante di marijuana. Ma le scoperte dei militari non sono finite qui. In una seconda stanza i carabinieri hanno ritrovato ventidue vasi ognuno dei quali contenente una piantina piccola di marijuana dall'altezza variabile tra i quattro e i sei cm e altre lampade al neon utili per l'illuminazione. Infine, all'interno di una terza stanza, sempre al secondo piano, è stato ritrovato in terra del terriccio, tre flaconcini di integratori vegetali e 23 steli con radice di cannabis indica. Oltre a tutto ciò ritrovati e sequestrati un ventilatore da tavolo, venti luci neon, otto lampade neon di 125 watt con annessa lamiera zincata riflettente, tre lampioni con lampade da 250 watt, quattro faretti alogeni da 1500 watt, un faretto alogeno da 230 watt, due lampade da 250 watt, tre integratori di magnesio, azoto e potassio. Nei prossimi giorni la droga sarà inviata al laboratorio analisi sostanze stupefacenti del comando provinciale dei carabinieri di Enna, mentre, invece, i reperti archeologici saranno esaminati dal personale del nucleo carabinieri, nel corpo "Tutela patrimonio culturale" di Palermo insieme con personale specializzato della Sovrintendenza dei beni culturali di Enna. Filippo Giuseppe Spagnolo si trova nel carcere di Enna così come disposto dal magistrato di turno dott. Francesco Rio. Marta Furnari 13072012