Un rosso contro Rossi: con lui guerra a oltranza Il sindaco di Sesto rinuncia a una maxipoltrona per avere mani libere sul no alla nuova pista di Peretola: «Il governatore arrogante e antidemocratico» INVIATO A SESTO FIORENTINO «No, il sindaco non parla, si è chiuso a riccio. Se volete sapere qualcosa parlate con chi vi ha dato la lettera», ci spiega un collaboratore di Gianni Gianassi, 53 anni, sindaco da otto anni di Sesto Fiorentino, un paesone di quasi 50 mila abitanti alle porte di Firenze. La lettera in questione è un j'accuse pesante, duro, mai visto prima in Toscana tra un sindaco di sinistra e il presidente della Regione. Rossi viene accusato da Gianassi di essere antidemocratico e arrogante: «Il conflitto tra il sindaco pro tempore di Sesto Fiorentino ed il presidente Rossi, la cui voce non ho avuto il piacere ancora di sentire, che ama lavorare a colpi di notizie sulla stampa e di incontri riservati a tutti meno che agli interessati è tale da coinvolgere il mio comune e la mia carica fino in fondo e senza nessuna esclusione di colpi», scrive il sindaco di Sesto. Eletto per la prima volta nel 2004 con il 76,04, una percentuale bulgara, Gianassi, famiglia operaia e antifascista, il nonno materno fondatore del Pci sestese, è da due anni la spina nel fianco del Governatore Enrico Rossi. Il Masaniello dei sindaci della Piana prima contro la Cittadella viola e ora contro la seconda pista dell'aeroporto fiorentino. Lunedì prossimo Gianassi sarebbe dovuto essere eletto presidente dell'Autorità idrica toscana (sostituisce i vecchi Ato), composta da cinquanta sindaci, che si occupa di definire il programma e le tariffe delle società di gestione dell'acqua. Una poltrona gratuita ma importante. Alla quale Gianassi forse è stato indicato anche per ammorbidirne gli artigli, i toni, chissà. Fatto è il Masaniello della Piana non molla la presa sull'aeroporto. Quella pista, tuona, non s'ha da fare. Così ha preso carta e computer e ha scritto una lunga lettera ai sindaci dell'Autorità idrica toscana e al presidente dell'Anci Alessandro Cosimi per dire: grazie, non ci sto. Fin qui nulla di troppo eretico. L'eresia di Gianassi, almeno nei toni, sta nella motivazione del suo Gran Rifiuto. Scrive Gianassi a Cosimi e agli altri sindaci: «Come voi sicuramente saprete c'è un conflitto aspro, in corso, tra i comuni della Piana ed il Presidente della Regione Toscana Rossi. Un conflitto profondamente di merito che si misura invece con un metodo antidemocratico, arrogante ed irrispettoso di amministratori onesti, quale penso di essere», scrive Gianassi. Il sindaco di Sesto spiega poi che ritiene «impossibile ed ingiusto per i comuni toscani» che a rappresentarli in una materia così difficile come il governo dell'acqua «sia un amministratore che non ha né stima né fiducia verso il capo del governo della Toscana». E poiché l'Autorità idrica toscana deve avere un rapporto costante con la Regione, ecco che quella poltrona avrebbe messo in grande imbarazzo Gianassi: «Il lavoro collettivo, così mi è stato insegnato, non si può fare se non siamo liberi di pensiero ed io,come vi potrete immaginare, nel rapporto con il Presidente della Toscana non lo sono più. Qualunque conflitto di merito sul tema dell'acqua sarebbe, ne sono certo, letto come uno strascico di altri problemi che non c'entrano nulla». Dunque sfida aperta a Rossi sull'aeroporto, una battaglia che Gianassi promette di portare avanti «senza nessuna esclusione di colpi». Rossi ha evitato qualsiasi commento, affidandosi a quello segretario regionale del Pd Andrea Manciulli e del capogruppo regionale Vittorio Bugli: «Certi toni e alcune parole utilizzate nei confronti di Rossi, travalicano abbondantemente i confini del corretto confronto e suonano inadeguate, inopportune, a tratti offensive, anche in considerazione dei rispettivi ruoli istituzionali per cui ci sarebbe bisogno di maggior riguardo», affermano i due dirigenti dei democratici. E anche il Pdl, per bocca del capogruppo regionale Alberto Magnolfi, sottolinea che «la guerra dentro al Pd è dichiarata ». E Rossi si trova di fronte a nodi politici che deve affrontare e sciogliere: «Ormai viene contestata dal sindaco Gianassi e da quanti la pensano come lui, la stessa credibilità personale e politica del presidente della Regione . E la Toscana non può rimanere ostaggio di questa bagarre». Ma qui a Sesto, città rossa, Gianassi-Masaniello sembra avere dalla sua la gran parte dei cittadini. Nella sfida contro Rossi e la seconda pista.
TOSCANA - Il sindaco di Sesto rinuncia a una maxipoltrona per avere mani libere sul no alla nuova pista di Peretola
Il sindaco di Sesto Fiorentino, Gianni Gianassi, ha scritto una lettera ai sindaci dell'Autorità idrica toscana e al presidente dell'Anci Alessandro Cosimi, rifiutando di partecipare alla nomina del presidente di questa autorità. Gianassi accusa il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, di essere antidemocratico e arrogante, e afferma che non può lavorare con lui. La lettera di Gianassi è stata vista come un atto di sfida aperta contro Rossi, che ha evitato di commentare la situazione. I dirigenti del Pd e del Pdl hanno condannato i toni utilizzati da Gianassi, considerandoli inadeguati e offensivi.
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