Di una linea ad Alta velocità Torino-Lione si parla almeno dal 1988. Attualmente il tracciato prevede una tratta nazionale tra Torino e la bassa Valle di Susa e una tratta internazionale da realizzarsi tramite un tunnel di base di 57 chilometri tra Susa e Saint-Jean de Maurienne. Un progetto definitivo ancora non esiste, ma l'ultima versione è un progetto "low cost" che lascia sostanzialmente inalterata la zona della Bassa Valle (posticipando i lavori a futuribili esigenze di traffico merci) salvando il tunnel. Il cantiere di Chiomonte, teatro degli scontri della scorsa estate, è stato allestito per lo scavo (ancora in fase preliminare) di una galleria esplorativa. Le prime manifestazioni No Tav risalgono al 1995. Dopo i violenti scontri di Venaus del dicembre 2005 è stato istituito l'Osservatorio Tecnico sulla Torino Lione che ha progressivamente ridefinito il progetto. Le motivazioni storiche dell'opposizione al Tav riguardano i costi (ufficialmente 8 miliardi di euro, ma c'è chi parla di 40) e soprattutto l'utilità dell'infrastruttura. Sin relazione al costante calo del traffico merci e passeggeri sulla direttrice del "Corridoio 5" di cui la Torino-Lione dovrebbe far parte. Da Monti a Fassino: tutti insieme appassionatamente Di seguito una selezione delle dichiarazioni offerte dalla politica riguardo al Tav. Piero Fassino (Pd): "È un'opera necessaria". Sergio Chiamparino (Pd): "Qui il centrosinistra si gioca la sua credibilità. Silvio Berlusconi (Pdl): "Si farà, siamo tutti d'accordo". Pierferdinando Casini (Udc): "La paralisi delle grandi opere non è concessa al nostro Paese, che rischia di venir tagliato fuori dall'Europa se quest'opera non si fa". Roberto Cota (Lega): "Intervenire in tempi rapidi per realizzarla". Mario Monti (premier): "È un progetto europeo, si va avanti". Corrado Passera (ministro): "È un progetto importante, manterremo gli impegni". Renato Schifani (presidente del Senato): "Questa protesta è anacronistica, non sta al passo con i tempi".