IL CANTIERE DI CHIOMONTE È SEMPRE SOTTO ASSEDIO. A TORINO SI CELEBRANO I PROCESSI PER I FATTI DEL 2011 Torino. In vacanza voi non ci andate" urlano ogni sera i No Tav ai poliziotti del cantiere di Chiomonte. Da qualche settimana il movimento ha organizzato un campeggio a pochi metri dalla zona presidiata dalle forze dell'ordine, e da qui sono partite le "gite" serali degli attivisti per arrivare alla baita Clarea, luogo degli scontri più duri dell'ultimo anno. Anche in questi giorni le "passeggiate" sono finite con il lancio di pietre, petardi e bombe carta da parte dei manifestanti e di lacrimogeni e getti d'acqua da parte della polizia. I No Tav vogliono mantenere alta la pressione e in queste ore stanno vagliando l'ipotesi di aprire un secondo campeggio, nell'area attigua alla baita Clarea. Il problema maggiore sono i numeri. Sembra infatti che il movimento non sia in grado di garantire una presenza massiccia, che ha connotato le attività della scorsa estate. Non manca però un fitto programma di eventi: domani sera ci sarà Ascanio Celestini con un suo spettacolo e lunedì l'ultima assemblea popolare prima della pausa estiva. Intanto sono iniziati i lavori sui terreni espropriati lo scorso 12 aprile, per adesso si procede con pale ed escavatori e solo dopo l'estate verrà montata la trivella per il cunicolo esplorativo. M la tensione è palpabile anche a Torino dove, da venerdì scorso, è in corso il processo contro 46 persone (uno solo ha patteggiato) per i fatti del 27 giugno e del 3 luglio 2011. E sempre a Torino si è concluso mercoledì mattina il processo contro Marianna Valenti ed Elena Garberi, arrestate a Chiomonte il 9 settembre scorso durante una "passeggiata" NoTav e accusate di resistenza e lesioni. Il giudice ha assolto la Garberi, 40 anni e tre figli e condannato la Valenti, studentessa ventenne, a 8 mesi per resistenza. Subito dopo il verdetto un piccolo gruppo di NoTav è partito in corteo da Palazzo di Giustizia alla volta di Piazza Castello, sede della Regione. In questo clima incerto, la notizia del possibile stop ai lavori dell'alta velocità dal versante francese dà la carica al movimento e a chi come Michele Curto, segretario provinciale di Sel, si è giocato molto, anche all'interno del proprio partito, sulle posizioni NoTav: "In Francia il dibattito è aperto e, al contrario di quanto ci raccontano da tempo, i francesi non hanno fretta; davanti alla crisi si stanno rimettendo in discussione". Per Curto la politica si deve interrogare sul ruolo del Tav e aprire un dibattito nazionale: "Sembra che l'unica cosa che interessi molti sia fare quel buco. Il tav è diventato un totem, trasformando quest'opera in una questione di ordine pubblico. Dobbiamo immediatamente decidere come utilizzare le risorse destinate per opere utili, come la salvaguardia del territorio". Certo Sel, come tutte le anime del movimento NoTav, considera il momento come il più propizio per una frenata, gli attivisti sono stanchi dopo più di anno di attività e l'impegno su molti fronti non sembra compattare il movimento. Sembra che per una volta le buone notizie per i Notav arrivano del paese che dell'alta velocità è uno dei portabandiera europei.
Estate in Valle tra sassi, lacrimogeni e campeggi
A Torino si tengono i processi per i fatti del 2011. Il cantiere di Chiomonte è sempre sotto asedio. I No Tav hanno organizzato un campeggio a pochi metri dalla zona presidiata dalle forze dell'ordine. Le "passeggiate" sono finite con lanci di pietre, petardi e bombe carta da parte dei manifestanti e lacrimogeni e getti d'acqua da parte della polizia. I No Tav vogliono mantenere alta la pressione. Sono iniziati i lavori sui terreni espropriati lo scorso 12 aprile. Il movimento NoTav non sembra avere una presenza massiccia.
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